Nuove elezioni in Siria, l’annuncio-farsa di Assad

24/04/2014 di Redazione
Nuove elezioni in Siria, l’annuncio-farsa di Assad

"Annunciate le elezioni in Siria, corsa agli armamenti dei ribelli". È questo il titolo dell'articolo di Ben Hubbard del New York Times. Nonostante più di un terzo della popolazione siriana abbia dovuto lasciare il paese a causa della guerra, lunedì scorso il governo ha annunciato che a giugno verranno indette le elezioni presidenziali. L'opposizione ha dichiarato che tale notizia è assurda, mentre le Nazioni Unite hanno criticato questo annuncio in quanto metterà a repentaglio i delicati tentativi di pacificazione della regione.
Le elezioni, con ogni probabilità, confermeranno l'attuale Presidente Bashar al-Assad. L'annuncio delle presidenziali è stato tatticamente dato in concomitanza alle ultime dichiarazioni di un leader dei ribelli, che ha ammesso che il suo gruppo ha ricevuto nuove armi americane con l'obiettivo di distruggere i carri armati di Assad. La ribellione contro il governo di Assad, che dura ormai da tre anni, ha già ucciso 150mila persone, e ha obbligato milioni di siriani a lasciare le loro case. Il governo, ad oggi, ha perso il controllo di grandi porzioni di territorio. Assad deve ancora annunciare formalmente la sua candidatura, ma è plausibile che ciò avvenga sebbene anche i suoi sostenitori ammettono la difficoltà delle elezioni durante una guerra civile che ha creato 9 milioni di sfollati e che ha sottratto grosse aree del paese dal controllo del governo.
Le ultime riforme faciliteranno la candidatura dei sostenitori del regime, queste infatti prevedono che ogni candidato abbia il supporto scritto di almeno 35 membri del Parlamento - condizione difficilmente raggiungibile dagli oppositori del regime. Un'altra legge squalifica la candidatura di coloro che hanno vissuto al di fuori del Paese negli ultimi 10 anni e di quelli che hanno la cittadinanza in qualunque altra nazione, salvo i membri nella Coalizione Nazionale Siriana. Gli oppositori e non solo, considerano quindi le elezioni una farsa.
Monzer Akbik, il capo del personale dell'ufficio del Presidente del gruppo di opposizione principale, e sostenuto dai paesi occidentali, ha dichiarato a Reuters che queste elezioni sono il segno che Assad non vuole collaborare nella ricerca di una soluzione politica al conflitto.
"Questa è una situazione di distacco dalla realtà, di diniego. Il suo potere non era legittimato prima di questa elezione teatrale, e non lo sarà dopo", ha detto. "Non sappiamo quale attore intenda metter su come avversario, ma non prendiamo questa elezione sul serio."
Le Nazioni Unite hanno criticato aspramente queste elezioni. Il portavoce del Segretario Generale Ban Ki-moon, Stéphane Dujarric, e l'inviato speciale per la Siria, Lakhdar Brahimi, hanno fortemente sconsigliato questa decisione.
Le forze di Assad, insieme ad Hezbollah e a altre milizie sciite, ha rafforzato il controllo sulla capitale Damasco e su gran parte del centro del Paese, ma non sono riuscite a disperdere i ribelli in molte altre aree. Sembrerebbe inoltre che i ribelli abbiano ricevuto piccoli numeri di armi potenti di nuova generazione, così come confermato da Hamza Shimali, uno dei leader dell'opposizione.
Il gruppo ha messo online un video in cui alcuni ribelli maneggiavano un missile antiaereo russo, dicendo di aver bisogno di queste armi per difendersi dai jet di Assad. Gli Stati Uniti si sono dichiarati contrari a questa mossa, temendo che gli estremisti possano usare tali armamenti anche contro gli aerei civili.
Il conflitto continua: lunedì sono state riportate notizie di attacchi aerei, scontri armati e bombardamenti. L'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha dichiarato che domenica vi sono stati 273 morti, incluso dozzine di persone uccise da attacchi aerei nella città di Aleppo. I combattimenti hanno causato dozzine di morti anche lunedì mattina.