Nuove norme europee per il salvataggio dei migranti in mare

24/04/2014 di Redazione
Nuove norme europee per il salvataggio dei migranti in mare

Sono state approvate le nuove direttive europee per i richiedenti asilo, le vittime di tratta e i minori soli. L'Europarlamento ha approvato il nuovo regolamento sulla Sorveglianza delle frontiere marittime esterne, vietando i respingimenti in alto mare e tutelando le categorie più a rischio.
Questa proposta è stata approvata il 16 aprile con 528 voti a favore, 26 contrari e 88 astensioni. Vengono definite le "fasi di emergenza" per le operazioni di ricerca e salvataggio, e si impone ai partecipanti alle operazioni Frontex l'impegno di salvare vite umane. Il relatore Coelho spiega: "queste nuove regole permetteranno a Frontex di reagire in maniera più efficace per prevenire le morti in mare, conciliando così la necessità di garantire la sicurezza con il dovere di proteggere i diritti umani". Inoltre, il coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso e lo sbarco dei migranti sarà affidato completamente a Frontex, e ciò dovrebbe contribuire a diminuire la confusione tra le diverse interpretazioni del diritto e delle prassi internazionali nei diversi stati membri. Le operazioni di sorveglianza alle frontiere, coordinate dall'agenzia Frontex, prevedono, nel nuovo piano operativo, le procedure per tutelare coloro che necessitano una protezione internazionale, i minori non accompagnati e le vittime della tratta di esseri umani. Il rispetto del principio di "non respingimento" viene garantito proprio dall'inasprimento di queste regole, che stabiliscono che le persone non possono essere rimpatriate in Paesi dove ci sia il rischio di torture, persecuzioni o altri danni gravi. È stata infatti stabilita una procedura che le guardie di frontiera dovranno rispettare nel momento dell'intercettazione o del soccorso dei migranti, che comprende, fra le altre cose, l'identificazione, la valutazione personale, e le informazioni sul luogo di sbarco. Il respingimento in alto mare sarà categoricamente vietato, pertanto sarà permesso solo di "avvertire il natante e ordinargli di non entrare nelle acque territoriali di uno stato membro". Il testo tutela inoltre il comandante e l'equipaggio che intenda soccorrere persone in pericolo in mare. Tale progetto deve ancora essere formalmente approvato dal Consiglio dei Ministri dell'UE, ed entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea e sarà direttamente applicabile negli Stati membri.