Sbarchi in Sicilia: in condizioni gravissime

30/04/2014 di Redazione
Sbarchi in Sicilia: in condizioni gravissime

Save the children da tempo sta seguendo le condizioni degli sbarchi in Sicilia, con una particolare attenzione per la tutela dei migranti minori. In questi giorni ha nuovamente lanciato l'allarme, denunciando le critiche condizioni di accoglienza che costringono i rifugiati a stare ammassati in strutture non idonee e in pessime condizioni igieniche. I minori non accompagnati costituiscono il 20% del totale degli arrivi, alcuni aspettano a lungo di essere trasferiti e spesso scappano mettendosi nuovamente in pericolo di vita. Sono soprattutto eritrei, siriani, somali ed egiziani e la loro età oscilla tra il 15 e i 17 anni ma sempre più frequentemente arrivano bambini di 14, 12 e 10 anni. I dati di Save the children dichiarano che nella sola Sicilia orientale, in particolare nella provincia di Sircusa, ci sono attualmente quasi 400 minori soli non accompagnati ospitati in strutture temporanee, ammassati tutti insieme in condizioni difficili. La scorsa settimana sono arrivate ad Augusta dodici ragazze minori non accompagnate e la coesistenza con i minori maschi non accompagnati è stata presto impossibile, inoltre i ragazzi spesso convivono in strutture di accoglienza improvvisate che ospitano anziani e persone con disagio mentale, situazione che crea tensioni e rischi sia per i migranti che per i pazienti ricoverati.
La concentrazione più preoccupante è quella presso il centro papa Francesco di Priolo Gargallo (Sr) dove ci sono 108 minori non accompagnati, alcuni di questi sono lì in attesa da quattro mesi. Le strutture di prima accoglienza non possono essere una destinazione, ma una sistemazione di transito, sia per gli adulti ma ancor di più per i minori non accompagnati che necessitano con urgenza di un collocamento in comunità idonee e progetti specifici di tutela e sostegno. La situazione sta sfuggendo di mano e molti ragazzi riescono a scappare: secondo i dati di Save the children, degli 800 minori non accompagnati arrivati dal 9 al 14 aprile scorso, 500 sono scappati. D'altra parte i tempi burocratici di smistamento e inserimento sono lunghi e i minori lo sanno, quindi preferiscono continuare il loro viaggio affidandosi di nuovo ai trafficanti nella speranza di fortuna, ma spesso si espongono a rischi di sfruttamento sessuale e di sicurezza fisica. Il problema è anche l'impossibile reperimento dei posti disponibili ad accogliere i minori stranieri. Save the children dichiara che non esiste un sistema che tenga traccia dei posti e che consenta alle amministrazioni locali di verificare la disponibilità effettiva, inoltre la copertura finanziaria prevista dal governo Letta (40 milioni di euro dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali) è ancora bloccata. Inoltre, il grave vizio italiano di farsi trovare impreparati e disorganizzati dai prevedibili flussi migratori genera come al solito la percezione di una situazione di emergenza che Save the children smentisce: c'è stata sì un'intensificazione degli arrivi che è stata nei primi mesi dieci volte superiore a quella dell'anno scorso, ma da marzo in poi gli arrivi si sono assestati e questa disorganizzazione è imperdonabile, specie se a farne le spese sono i più vulnerabili, come in questo caso i minori.