Siria: Il Violation Documentation Centre racconta le "Branch 261" di Homs

10/04/2014 di Redazione
Siria: Il Violation Documentation Centre racconta le "Branch 261" di Homs

Il Violation Documentation Centre è una organizzazione indipendente che documenta le violenze, le morti e le sparizioni in Siria dal 2011. nell'ultimo report che ha pubblicato ha raccolto le testimonianze di tre ex-detenuti e una guardia. Abu Yamen, questo il suo nome, ha prestato servizio nella prigione da giugno 2011 a luglio 2012, ha conosciuto il personale impegnato nella prigione, fino ai ranghi più alti. Così dalle dichiarazioni è emerso che molte delle persone arrestate vengono giustiziate, specie quelle accusate di essere a capo di gruppi ribelli armati.
Il report nella versione inglese contiene anche la testimonianza di Layal al-Homsi, arrestata a Damasco a novembre 2012 ma quasi subito trasferita nella Branch 261 di Homs, con l'accusa di aver prestato aiuto umanitario agli sfollati di Homs. La ragazza racconta in maniera dettagliata le molestie subite da parte delle guardie ma fa anche rifermento alla sorte ben peggiore toccata ad altre detenute e di cui è venuta a conoscenza. Non c'è niente in questo report che non fosse purtroppo cosa nota e temuta relativamente alle carceri del regime. Tuttavia si rimane davvero colpiti da una parte del racconto di Abu Yamen, la guardia: "A inizio di giugno 2012 ci fu ordinato di portare uno dei detenuti, il cui nome era Khan Sheikhoun (di Idlib) all'Ospedale Militare dopo che gli avevano staccato le unghie e lo avevano sottoposto a torture molto pesanti. Si rifiutarono di riceverlo. Allora io insistetti. L'ufficiale incaricato allora lo afferrò per una mano in maniera così brutale che lo fece cadere e sbattere la testa sul marciapiede. E quello morì subito, così, perché era già in condizioni critiche. Un'altra volta portammo all'Ospedale un detenuto già morto sotto tortura: un ufficiale gli vide un dente d'oro in bocca, e glielo tolse via."
Dall'inizio della rivoluzione il VDC ha raccolto una serie agghiacciante di testimonianze (interviste) e prove (fotografie delle cicatrici rimaste sui corpi dei prigionieri rilasciati) per cui si possono contare a migliaia gli arresti di cui i militari di questa prigione sono responsabili e a centinaia gli assassinii commessi all'interno.