Spagna: vietate le telefonate e l’utilizzo di internet ai migranti

17/04/2014 di Redazione
Spagna: vietate le telefonate e l’utilizzo di internet ai migranti

Il premier Mariano Rajoy ha inserito nel progetto di legge sulla sicurezza cittadina un provvedimento sulla fruiblità di internet: da ora, in Spagna, per entrare in un cybercaffè o un internet point sarà necessario essere registrati ufficialmente. La misura è già stata approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso novembre. La Spagna si fa da tempo più rigida in materia di immigrazione: già due anni fa il governo aveva escluso dal sistema sanitario i migranti irregolari, lo scorso mese è stato approvato il "programma di ritorno volontario" che consiste nella consegna di 350 euro per i migranti che accettano di tornare nel loro paese di origine e adesso i negozi che mettono a disposizione un servizio internet, anche se a pagamento, sono obbligati a tenere un registro dei clienti con presentazione non solo di passaporto ma anche dei vari documenti di soggiorno. A detta di Jorge Fernández Díaz, portavoce ufficiale del Ministero degli Interni, la misura è necessaria perché gli internet point spesso sono utilizzati per commettere crimini informatici legati alla pedofilia e al terrorismo islamico. La realtà è che un migrante che non può avere contatti con la sua famiglia forse è un migrante che lascia il paese più in fretta. Le proteste chiaramente non si sono fatte attendere e i diversi organi che hanno criticato la proposta di legge l'hanno definito un fatto incostituzionale contro la libertà e il principio di uguaglianza davanti alla legge. Anche i giuristi hanno ritenuto la misura esagerata, e sebbene non sia ancora chiaro quali documenti dovranno essere consegnati per poter pagare e usufruire della connessione internet presso i servizi autorizzati, la legge colpirà i proprietari degli internet point con multe salatissime: dai mille fino ai sessantamila euro nel caso in cui il registro sia incorretto o irregolare.