Turchia: Erdogan vince

03/04/2014 di Redazione
Turchia: Erdogan vince

Il voto delle amministrative del 30 marzo sancisce che Recep Tayyip Erdogan è ancora presidente della Turchia. Il leader si è presentato sul balcone della sede centrale dell'AKP ad Ankara tenendo le quattro dita alzate, il suo consueto gesto della rabia, simbolo di solidarietà verso la popolazione egiziana colpita dal golpe militare che lo scorso luglio ha rovesciato i fratelli musulmani. Da Instanbul a Erzurum dilaga una marea gialla che lascia fuori solo alcune città e piccole province. L'affluenza è stata del circa 70% (all'incirca 53 milioni votanti su una popolazione di 77milioni), L'AKP si aggiudica più del 46% delle preferenze, collocando il proprio candidato sia ad Instanbul (48%) che ad Ankara (45%), mentre nel 2009 Erdogan aveva ottenuto il 38,8% alle locali del 2009 e meno del 50% alle politiche del 2011. Dietro si piazzano i socialdemocratici del CHP, primo partito d'opposizione nel panorama politico turco (28%) che tra le principali città conquistano solo Smirne, storica roccaforte socialdemocratica. Più lontani i nazionalisti dell'MHP, radicati in alcune città al confine con la Siria, e i curdi del BDP, forti nella parte orientale del paese. Su YouTube nel frattempo circolano intercettazioni telefoniche tra Erdogan e suo figlio, avvertito di far sparire milioni di euro nascosti in casa durante i giorni degli arresti della Tangentopoli turca. Il premier smentisce l'intercettazione, definita fasulla e tendenziosa, e punta il dito contro Fetthullah Gulen, guida religiosa e politica turca che a suo parere starebbe progettando dietro le quinte la formazione di uno stato volto a minare il successo dell'AKP, perseguendo una sua nota tensione a ravvisare teorie complottistiche (si ricordi il blocco di Twitter e YouTube della scorsa settimana).
Non mancano le polemiche intorno al voto: il vicepresidente del CHP, Haluk Koc, ha denunciato la "sporca manipolazione" della diffusione dei risultati parziali nella sera di domenica, quando già si levavano le prime voci di brogli. Quel che è certo è che già dopo poche ore dalla chiusura dei seggi Erdogan si era autoproclamato vincitore. In alcune province al confine col territorio siriano sono esplosi scontri tra sostenitori dei diversi schieramenti che hanno portato ad 8 morti e oltre 20 feriti. Ora il premier Erdogan, in sella da 12 anni, ritrovata la fiducia del popolo, potrebbe decidere di lanciarsi verso le elezioni presidenziali.