“Io sto con la sposa”, Una storia fantastica eppure dannatamente vera

22/05/2014 di Redazione
“Io sto con la sposa”, Una storia fantastica eppure dannatamente vera

Si chiama "Io sto con la sposa - On the bride's side" il docufilm che racconta il viaggio di cinque siriani e una giovane donna palestinese vestita da sposa che, inscenando un finto corteo nuziale, sono riusciti a lasciare l'Italia e a raggiungere la loro vera famiglia a Stoccolma.
Il film documentario è realizzato da Gabriele del Grande, giornalista e autore del blog Fortress Europe, con la collaborazione di Khaled Soliman Al Nassiry, poeta e scrittore siriano, e Antonio Augugliaro, editor e regista televisivo.
L'idea è nata quando gli autori hanno incontrato a Milano i cinque palestinesi siriani e di li l'idea di aiutarli. Il viaggio è durato quattro giorni, hanno attraversato mezza Europa e percorso tremila chilometri e la pellicola oltre a raccontare le loro storie e i loro sogni svela anche un'Europa sconosciuta, solidale e goliardica che sposa la causa della fuga mascherata con divertimento ed empatia. La speranza degli autori è quella che il film possa diventare un manifesto per una comunità cosmopolita, con l'auspicio che il "viaggio" di chiunque non debba mai essere un crimine. Peccato che adesso rischino tutti una condanna per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ma è una responsabilità che dichiarano con orgoglio di aver accolto se il loro lavoro servirà anche ad una sola persona a lasciare la regione siriana devastata dalla. L'obiettivo del film è quello di dimostrare che le regole delle frontiere sono una limitazione sciocca e obsoleta, e finché non si entrerà in quest'ottica i morti nel mediterraneo saranno ancora una conseguenza drammatica e non percepita realmente nel suo valore umano, "ventimila morti nel Mediterraneo dovrebbero essere abbastanza per dire basta" hanno dichiarato gli autori. La speranza è che lo stesso Mediterraneo, un mare che inghiotte le vite, possa diventare un giorno un luogo di viaggio, restituendo all'acqua il suo senso originario di veicolo pacifico, dove nessuno è legale o illegale.
"Quale poliziotto di frontiera fermerebbe mai un corteo di nozze per chiedere i documenti alla sposa?" è stata questa la domanda che ha ispirato la scrittura del film durante una cena tra Gabriele, Antonio, Khaled e Tareq che discutevano della situazione drammatica dei migranti a Milano. Allora si sono incontrati 14 giorni dopo proprio alla stazione di Milano, vestiti di tutto punto, e sono arrivati a Stoccolma. Il progetto è nato senza alcun fondo, frutto solo dell'impegno e della volontà di autori e attori, e adesso si sono affidati alla rete e ai cittadini per sostenere "Io sto con la sposa": per chiudere il film in tempo e iscriverlo al prossimo Festival di Venezia (a settembre), hanno bisogno di 75mila euro che sperano di raccogliere tramite il crowfunding entro il 17 luglio 2014. Chi contribuirà alla causa potrà acquistare in anticipo un biglietto del cinema, uno streaming, un download, una maglietta, un dvd o un libro, oppure prenotare con sei mesi di anticipo una proiezione pubblica del film con gli autori, a seconda della somma versata (da 2 a 1000 euro).
Per donare il contributo a "Io sto con la sposa" visita il sito https://www.indiegogo.com/projects/io-sto-con-la-sposa-on-the-bride-s-side--2