Carceri sovraffollate: la condanna italiana dell’UE

29/05/2014 di Redazione
Carceri sovraffollate: la condanna italiana dell’UE

L'8 gennaio 2013 la sentenza pilota Torreggiani, confermata poi il 27 maggio dalla Grande Camera della Corte di Strasburgo, sanciva che l'affollamento delle carceri italiani versava in una condizione disumana. L'Italia aveva un anno di tempo per porre fine a questa situazione, e ora che l'anno è scaduto, si attendono, proprio in questi giorni, le valutazioni del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa. Ovviamente se le valutazioni saranno negative, il nostro Paese potrebbe andare incontro a pesanti sanzioni.
Al ricorso presentato da Torreggiani ne sono seguiti altri 4mila tutti con proteste analoghe: i dati presentati dall'associazione Antigone onlus rivelano che nelle carceri italiane si contano 134 detenuti ogni 100 posti letto disponibili e se si considera che la Corte europea dei Diritti Umani potrebbe disporre nella condanna di un risarcimento individuale (che ammonterebbe a 15mila euro) si potrebbero raggiungere cifre esorbitanti, sui 60 milioni di euro.
D'altronde è inaccettabile che in un paese democratico e civile non spetti un posto letto a ogni detenuto, l'associazione Antigone ricorda che "la pena non deve trasformarsi in un trattamento disumano e degradante". Ad oggi il numero dei detenuti ammonta a 59.683: 6mila in meno rispetto a un anno fa, ma secondo l'Amministrazione Penitenziaria la capienza regolare sarebbe di 49.091 posti, senza considerare nella fattispecie la riduzione dei posti reali dovuti ai reparti chiusi per manutenzione o altri motivi. Nelle statistiche ufficiali si ammette che i posti attualmente non disponibili sono 4.762, così la conta di quelli regolarmente disponibili scende a 44.329, per una percentuale di affollamento italiano del 134,6%, superati nell'ultimo anno anche da Cipro e Ungheria. Nel resto dell'Europa basti pensare che la media di affollamento è del 97,8%, ovvero ci sono più posti letto che detenuti. Gli stranieri nelle carceri italiane sono 20.521, il 34,3 del totale dei detenuti. Nel dettaglio: i marocchini sono 3.714, i romeni 3.428, gli albanesi 2.728 e i tunisini 2.375. Antigone dichiara che i paesi di provenienza sono poco propensi a farsi carico dei propri connazionali che commettono reati all'estero, infatti la percentuale degli stranieri detenuti è scesa nell'ultimo anno solo dell'1%.