Continuano gli sbarchi e le tragedie nel Canale di Sicilia e in Grecia

08/05/2014 di Redazione
Continuano gli sbarchi e le tragedie nel Canale di Sicilia e in Grecia

Nelle ultime ore una nave militare nel Canale di Sicilia ha soccorso oltre trecento migranti, tra di loro anche un cadavere. L'uomo è stato trovato morto, probabilmente per le difficili condizioni di viaggio. I trecento rifugiati sono stati portati al porto di Pozzallo, in provincia di Siracusa, e nel frattempo è arrivata a Porto Empedocle la nave "Libra" della Marina militare, carica di altri 468 migranti (di cui 104 le donne e 25 i minori). Qualche giorno fa erano sbarcati a Trapani altri 887 migranti soccorsi in mare, di cui una gran parte (195) sono minori, nella maggior parte dei casi non accompagnati. Nel Trapanese i centri d'accoglienza sono saturi, pertanto circa la metà di loro verrà trasferita al nord dove i centri sono anche lì al collasso. La metà di loro verrà ospitata dal Piemonte, dalla Liguria e forse anche da Roma. I ministri Alfano e Mongherini sollecitano ancora una volta l'Europa per ottenere aiuto e la Lega propone di reintrodurre il reato di immigrazione clandestina e interrompere l'operazione "Mare Nostrum", lasciando i migranti alle loro sorti in mare.
Giusto pochi giorni fa si era consumata la tragedia nel mare Egeo, tra la costa turca e l'isola greca di Samos: un barcone e un gommone si sono capovolti, causando la morte di decine di migranti a bordo, tra cui quattro bambini. I dispersi sono stati più dei morti, la guarda costiera ellenica è riuscita a trarre in salvo circa 35 persone, alcuni trasferiti in ospedali locali. Il barcone rimorchiato in un porto a Samos conteneva diciotto cadaveri, e ancora non sono chiare le cause dell'incidente. La maggior parte dei migranti coinvolti negli incidenti proviene da Siria, Iraq, Afghanistan ed Eritrea, la Grecia resta infatti uno dei punti di ingresso più favorevoli per entrare nell'Unione Europea per chi si imbarca dalla Turchia o tenta di attraversare il confine di terra segnato dal fiume Evros. Il fiume però è sempre meno utilizzato, considerato il potenziamento del dispositivo di sorveglianza greco rafforzato dallo scorso agosto con 1.800 agenti. Tale intervento ha spostato in larga parte i tentativi di ingresso nel paese sulle isole dell'Egeo orientale, dov'è attiva l'operazione Poseidon Sea di Frontex. Dall'inizio dell'anno, 21 persone sono morte annegate nel mar Egeo.