Decreto casa: residenza non concessa agli occupanti degli immobili

29/05/2014 di Redazione
Decreto casa: residenza non concessa agli occupanti degli immobili

Martedì scorso in Parlamento è stato convertito in Legge il nuovo "Decreto casa" per contrastare le occupazioni abusive degli immobili. Le nuove norme vietano l'iscrizione all'anagrafe per gli occupanti abusivi, trascinati così in una spirale di isolamento perché impossibilitati a chiedere la residenza e quindi a regolamentare il domicilio. Il testo complica ulteriormente la vita anche ai migliaia di migranti e rifugiati ai quali il nostro Paese garantisce protezione e assistenza, lasciandoli invece da soli a districarsi in un sistema ancora più complesso di prima. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha lanciato l'allarme quando, lo scorso martedì, sono state sospese a Roma le registrazioni dei rifugiati che vivono al Salaam Palace, uno degli edifici occupati dal 2006. In un paese come il nostro, in cui il sistema d'accoglienza è lento e al collasso, da anni gli edifici abbandonati e occupati costituiscono un'alternativa per tutte quelle persone senza una dimora. Abolire questa possibilità, vuol dire lasciare i rifugiati in mezzo alla strada, ha tuonato l'UNHCR. La legge, così applicata, creerà un enorme ostacolo al processo di integrazione dei rifugiati e la distanza tra loro e lo stato sarà destinata ad estendersi. Non poter accedere alla residenza anagrafica significa non poter accedere all'assistenza sanitaria, al lavoro e all'istruzione dei propri figli, ormai moltissimi nel nostro paese. Un rifugiato senza carta di identità (a cui è necessaria la residenza) è un'entità non riconosciuta dallo stato, in ogni suo predicato: sarà per lui impossibile avere accesso al lavoro e la possibilità di una nuova vita, remota e difficile fin da prima, sarà ora totalmente impensabile. La speranza dell'Alto commissariato è quindi quella che il testo venga rettificato o venga trovata una soluzione per garantire un'accoglienza e un'esistenza dignitosa ai rifugiati che abbandonano la propria casa per costruirsene una nuova nel nostro paese.