Il clima sociopolitico alla vigilia delle elezioni europee

22/05/2014 di Redazione
Il clima sociopolitico alla vigilia delle elezioni europee

Domenica 25 maggio si vota, in Europa. Evento, questo, che si presenta all'interno di un contesto travagliato già da molteplici forze. L'accordo energetico fra Cina e Russia ha cambiato gli equilibri all'interno del panorama europeo. La fame di energia del colosso asiatico è stato il carburante per avviare questa nuova intesa con la Russia, che avrà ripercussioni sulla crisi in Ucraina e sulle elezioni.
Oltretutto l'Ucraina è alla vigilia delle elezioni presidenziali, e si profila un ulteriore scontro con i gruppi di separatisti che hanno preso il controllo di vari edifici nelle città del sud-est dell'Ucraina. I ribelli hanno già dichiarato che non riconoscono l'autorità del governo autoproclamatisi nella regione di Donetsk, e hanno suggerito un intervento paramilitare per ristabilire l'ordine in quella zona.
Nel contesto delle elezioni molte sono state le forze estremiste, in tutta Europa, che hanno cominciato a raccogliere consensi, a partire da programmi xenofobi e integralisti. Si pensi alla Francia, dove Jean-Jacques Le Pen ha dichiarato pubblicamente che la soluzione al problema dell'immigrazione sarà la diffusione del virus dell'Ebola. Il populismo nazionalista e conservatore sta allargando il suo consenso anche in Ungheria, con Jobbik, in Gran Bretagna, con il partito euroscettico e indipendentista Ukip, e in Olanda con il partito guidato da Geert Wilders, noto per la sua retorica antiislamista ed euroscettica.
Nel panorama delle elezioni si affaccia anche il festival di Cannes, appena iniziato. L'evento si contraddistingue sempre per la sua lontananza dal complicato panorama europeo. Jean-Luc Godard, dopo aver fatto tremare gli organizzatori circa una sua possibile presenza, ha infine reso noto che non parteciperà alla proiezione del suo nuovo film, "Adieu au langage". Durante la sua lunga carriera Godard non ha mai nascosto agli organizzatori dei festival del cinema questo suo lato taciturno e restio a partecipare ad eventi. A volte, però, ha anche utilizzato questa finestra per mandare dei forti messaggi politici e sociali, come quando nel 1968, a fianco di Truffaut, Malle e Polanski, ha chiesto la sospensione del festival per solidarietà con i movimenti operai e studenteschi.