L'orfanotrofio per i bambini siriani

22/05/2014 di Redazione
L'orfanotrofio per i bambini siriani

Mahmoud Dahi, siriano, ha deciso di aprire un orfanotrofio per accogliere i bambini rifugiati che hanno perso la famiglia durante il conflitto. La struttura è ubicata a 500 metri dal confine tra la Turchia e la Siria, e vuole accogliere gli orfani rifugiati, scappati da una guerra che si sta combattendo a una ventina di chilometri, ad Aleppo. Lì vicino, il campo Bab al Salamah, con 20mila profughi, di cui il 45% bambini.
Dahi, 53 anni, di cui 30 passati in Germania, non era più tornato in Siria , se ne era andato perché a 17 anni doveva partire con l'esercito per la guerra in Libano. Nel 2011 ha cominciato ha portare materiale per i bambini dei campi profughi. Si trattava di beni di prima necessità, vestiti, scarpe, coperte e giocattoli. Poi, l'idea di aprire una struttura per gli orfani del campo.
L'orfanotrofio ospiterà dai 20 ai 50 bambini, una decina di signore si occuperà della cucina e della cura dei bambini. Ci sarà una grande ala per le attività ludiche e di doposcuola, una piccola biblioteca, una piscina, una grande casa per gli uccelli e un cortile con oche, galline e pavoni.
La struttura Dar al Aitam (casa degli orfani) avrà un costo mensile di 5.000 dollari, e sarà sostenuta in parte da una ong tedesca, Orienthelfer. Mahmoud è anche entrato in contatto con una onlus italiana, Amal for Education, che si è già appoggiata a Mahmoud per l'invio di materiale per il progetto "La scuola è la tua libertà", che si occupa di supportare e sviluppare progetti educativi per rifugiati siriani in Siria e in Turchia.
"Contribuiremo alle attività dell'orfanotrofio in molti modi - dice Isabella Chiari, docente della Sapienza - avvieremo un progetto di sostegno mensile ai bambini con la fornitura di materiali didattici ed educativi, con lo sviluppo di programmi di alfabetizzazione precoce, lettura, scrittura, racconto per bambini e con una piccola biblioteca in arabo e in inglese. Crediamo molto nel progetto di Mahmoud Dahi e con l'aiuto di chi vorrà sostenerci qui in Italia cercheremo di dare nuove opportunità a questi bambini".
Il contesto in cui Mahmoud ha intenzione di intervenire è, secondo i dati Unicef, uno dei posti più pericolosi al mondo. I bambini coinvolti nel conflitto hanno subìto danni materiali, fisici e psicologici enormi: hanno perso la casa, i familiari, la possibilità di andare regolarmente a scuola. Sono cinque milioni i bambini coinvolti nel conflitto, due milioni dei quali avrebbero bisogno di un qualche supporto psicologico. I rifugiati, secondo l'Unhcr, sono 1.200.000, di cui 425.000 ha meno di cinque anni. Inoltre, nelle tendopoli, uno su dieci lavora, è coinvolto in traffici illeciti, oppure è assoldato dall'esercito siriano libero per attività di vario tipo.
L'obiettivo di  Dar al Aitam è restituire a questi bambini la loro infanzia, aiutandoli a "sviluppare la creatività e la fantasia, a conoscere la natura e gli animali, a imparare giocando. Il resto lo faranno a scuola. Niente politica, niente religione", afferma Mahmoud.