Norwegian Refugee Council: nel 2013 i Profughi nel mondo sono più di 33 milioni

29/05/2014 di Redazione
Norwegian Refugee Council: nel 2013 i Profughi nel mondo sono più di 33 milioni

Il rapporto "Global overview" del Norwegian Refugee Council del 2014 rivela che lo scorso anno sono state complessivamente 8,2 milioni le persone costrette a lasciare la propria città, scenario di conflitti o di persecuzioni; 1,6 milioni in più rispetto al 2012. Nel quadro mondiale dei paesi "svuotati" la Siria scala la classifica a ritmi vertiginosi: negli ultimi tre anni ogni 30 secondi c'è una famiglia che entra a far parte degli "IDP", Internally Displaced People. I siriani, dal loro ingresso nella categoria, hanno rappresentato il 43% del totale mondiale, un'enormità: 9.500 famiglie in fuga ogni giorno e il paese non è in grado di offrire loro l'assistenza e le cure necessarie, i campi per gli sfollati sono saturi, inagibili e controllati da gruppi armati.
Questo della perdita della propria casa è un dato spesso considerato non significativo nel quadro dei conflitti mondiali, ma attualmente riguarda più di 33,3 milioni di persone nel mondo e l'incremento degli ultimi anni non lascia intuire nulla di buono: i dati del 2013, complice anche il grande apporto siriano, sono stati un record storico mai eguagliato nemmeno dagli esodi di massa degli anni Novanta causati dai conflitti balcanici e dal genocidio in Ruanda. Negli oltre 33 milioni di sfollati i due terzi sono concentrati in cinque paesi: la già nominata Siria, Colombia, Repubblica Democratica del Congo, Sudan e Nigeria. Quest'ultima è recentemente entrata nelle statistiche mondiali con numeri significativi: lo scorso anno i nigeriani che hanno abbandonato le case sono stati 300mila. Il motivo è soprattutto uno: Boko Haram, il gruppo estremista islamico (da aprile trattiene 200 studentesse rapite e nella scorsa settimana ha ucciso un centinaio di persone con due bombe nella città di Jos) che, unito alle numerose violenze interreligiose che affliggono diversi villaggi (170mila i nigeriani fuggiti) ha determinato l'incremento statistico.
Allo stesso modo, la Repubblica Centrafricana e il Sud Sudan devono il loro alto tasso di sfollati interni alle loro crisi politiche: in particolare la prima registra poco meno di un milione di profughi. In Sud Sudan 380mila persone hanno lasciato la propria abitazione nel 2013, negli ultimi mesi più di 600mila a causa dei propri dissapori etnici.
Il dato più drammatico dell'intera questione è il tempo in media che una persona trascorre nello status di rifugiato: 17 anni. Un tempo lunghissimo in cui viene sospesa la propria dimensione civile, e nel caso dei minori è ancora più invalidante perché in questo esteso lasso di tempo un bambino può diventare un adolescente e un adulto senza aver mai vissuto in una casa propria, spesso costretto in una situazione non solo precaria ma anche insalubre. Questo è più di tutti il dato che dovrebbe costringere a riflettere, e il Consiglio norvegese per i rifugiati ha dichiarato che il drammatico aumento dei profughi a livello globale insieme a questa media decisamente troppo lunga sono sintomo del fatto che il modo attuale di ricevere e gestire la questione sono ancora, drammaticamente, inadatti.