Svezia: Soraya Post, la “supereroina antirazzista rom” conquista un seggio a Bruxelles

29/05/2014 di Redazione
Svezia: Soraya Post, la “supereroina antirazzista rom” conquista un seggio a Bruxelles

Radicalmente opposta, rispetto all'avanzata di destra è la situazione in Svezia. E' stata infatti eletta la "supereroina antirazzista" con il 5,3% dei voti di "Iniziativa femminista" che conquista un seggio a Bruxelles, parliamo della leader Soraya Post, di etnia rom che dichiara "Femminismo sia parte integrante delle politiche europee".
Il partito svedese "Iniziativa Femminista" ha avuto un vero e proprio boom, un risultato storico per la Svezia e tutta l'Europa, il loro slogan "Le femministe al posto dei razzisti".
Sarà la prima volta che una femminista entra nel Parlamento di Bruxelles "Dimostreremo a tutti che un nuovo modo di fare politica è possibile", ha scritto su Twitter Soraya Post, 57 anni, leader del gruppo, attivista per i diritti umani e «supereroe antirazzista», come lei stessa si definisce.
Un successo ancora più incredibile se si pensa che il partito non ha ricevuto fondi pubblici, gli attivisti hanno raccolto voti casa per casa, stando in mezzo alla gente. "Se riuscite a mettere insieme almeno 15 persone interessate a quello che diciamo e a quello che vogliamo fare a Bruxelles, verremo noi da voi". Così le donne e gli uomini di Feministiskt initiativ si sono fatti largo tra i partiti più affermati.
Aborto, parità di retribuzione a prescindere da genere, età e etnia sono stati i punti su cui il partito più si è speso in questa campagna elettorale. E poi: un maggiore impegno per l'uguaglianza di genere e i diritti degli omosessuali e contro le discriminazioni.
Una battaglia anche un po' personale visto che la leader, Soraya Post è nata in una famiglia rom, ha dichiarato "per molti anni ho vissuto come cittadina di serie B". E continua "Il femminismo deve diventare parte integrante di tutte le politiche europee, a cominciare dal budget per esempio. Voglio combattere per migliorare la situazione dei rom e per far questo bisogna essere dove si decide, nei palazzi del potere."