“Carovana dei Migranti”, un pullman che attraversa un’Europa ostile

26/06/2014 di Redazione
“Carovana dei Migranti”, un pullman che attraversa un’Europa ostile

"Abbiamo deciso di organizzare una carovana europea che partirà da un gran numero di Stati europei e si dirigerà a Bruxelles (Belgio), sede delle istituzioni europee. Questa carovana ricorderà all'Europa che siamo anzitutto delle persone e che rifiutiamo di guardare in silenzio il dispiegamento di dispositivi di potere messo in campo dall'Unione Europea e gli Stati membri per privarci illegittimamente della nostra dignità, e persino della nostra vita". La Carovana europea Bruxelles 2014 è promossa dalla Coalizione Internazionale dei Sans-papiers e Migranti e dal Movimento Migranti e Rifugiati, e sostenuta tra gli altri dall'Unione Sindacale di Base (USB Italia) e dalla Federazione Sindacale Mondiale (FSM). Obiettivo è quello di arrivare a Bruxelles, durante il Consiglio Europeo del 26 e 27 giugno in cui si discuterà di asilo e immigrazione, le istanze delle persone "sopravvissute al viaggio per la vita", che in Europa hanno chiesto protezione e che, pur ottenendola sulla carta, non ne vedono alcuna applicazione concreta nella pratica. La Carovana è è partita esattamente il giorno dopo la Giornata del Rifugiato (20 giugno): una commemorazione che in realtà "è diventata il palcoscenico di attori istituzionali impegnati a rilasciare dichiarazioni di circostanza ed ipocrite", denuncia Soumahoro, "mentre migliaia di richiedenti asilo vengono costretti a vivere abbandonati come degli oggetti nelle stazioni dei treni e nelle periferie italiane. I Capi di Stato si incontreranno a Bruxelles: noi ci saremo".
Il primo pullman della "Carovana europea dei migranti" è partito da Torino il 21 giugno. È stato fermato prima al San Bernardo per lo schieramento dei gendarmi svizzeri e poi in Francia, dove cinque ragazzi sono stati rispediti in Italia. L'organizzatore portavoce Aboubakar Soumahoro racconta che, usciti dal valico del Gran San Bernardo, sono stati fermati da un vero e proprio schieramento di agenti, come se fossero in loro attesa. Eppure il pullman non trasporta clandestini, si tratta di tutti rifugiati in regola, al massimo è presente qualcuno che è nella fase del rinnovo di permesso di soggiorno ma è doveroso ricordare che non si tratta di turisti bensì di persone che hanno dovuto abbandonare il proprio paese e che hanno vissuto esperienze drammatiche.  La Carovana è stata così costretta a nove ore di sosta forzata e i cinque migranti sono stati rilasciati dopo numerosi controlli, ma a loro è stato impedito di continuare il viaggio: quel che è successo è stato lo svolgersi di un processo per direttissima terminato con una procedura di riammissione in Italia senza alcuna condanna. In attesa del loro rilascio i compagni migranti a bordo della Carovana hanno spontaneamente proposto di non voler ripartire senza di loro.
Soumahoro ha dichiarato più volte che le forze di polizia impiegate per i controlli al pullman sono state ingenti e sproporzionate, una vera e propria mobilitazione sia in Svizzera che in Francia in attesa del loro passaggio. I migranti nelle altre carovane provenienti da Germania, Grecia, Spagna, Francia, Paesi Bassi e Olanda, già arrivati a Bruxelles, saputo dell'incidente si sono precipitati al consolato francese per chiedere spiegazioni.
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Carovana Europea dei Diritti e della Dignità 2014