CARA di Castelnuovo di Porto: una nuova rivolta

12/06/2014 di Redazione
CARA di Castelnuovo di Porto: una nuova rivolta

"Trattateci come esseri umani", si legge sugli striscioni ed i cartelli esposti dai migranti ospitati nel Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo di Castelnuovo di Porto. Intorno alle 7 di martedì 10 giugno è partita la protesta dei primi ospiti del centro, che sono usciti dal Cara per sedersi in terra e bloccare il traffico sulla Tiberina. Reclamano i diritti che vengono loro negati.
Dalle proteste di circa un mese fa la situazione è rimasta praticamente la stessa: le istituzioni e la cooperativa Auxilium hanno promesso un miglioramento della qualità del cibo e la riattivazione dell'erogazione del pocket money, il contributo giornaliero che spetta agli ospiti dei centri di accoglienza.
Poco dopo sono arrivate sul posto le forze dell'ordine in tenuta antisommossa, che hanno caricato i manifestanti senza cercare di instaurare con loro un dialogo. Nel frattempo i migranti sono stati esposti alle ingiurie degli automobilisti inferociti, il tutto senza un minimo tentativo di mediazione. I richiedenti asilo sono stati quindi caricati, inseguiti e malmenati lungo tutto il tragitto fino ai cancelli del Cara. Molti sono stati buttati a terra e violentemente picchiati. A quanto riferito dagli ospiti all'interno del centro, l'intervento delle forze di polizia sarebbe continuato anche all'interno delle mura della struttura.
Il consigliere comunale Gianluca Peciola ha denunciato questa situazione pesantissima, richiamando l'attenzione sulla brutalità delle forze dell'ordine in risposta alle richieste dei migranti: "I rifugiati e richiedenti asilo hanno voluto richiamare l'attenzione sul mancato pagamento del 'pocket money' e sulle condizioni di vita all'interno del Cara. Come ho potuto verificare nel corso di un sopralluogo a seguito dell'alluvione, sono evidenti i segni del sovraffollamento e le stanze che ho potuto vedere sono in condizioni fatiscenti".
È necessario apportare grossi cambiamenti, dal momento in cui le problematicità dei Cara si stanno facendo più evidenti. Le bocche cucite a Ponte Galeria e il sovraffollamento della struttura di Mineo richiamano l'attenzione del pubblico su una situazione che deve essere gestita quanto prima e non può più aspettare.