Comune di Roma: sciopereranno 24.000 dipendenti

05/06/2014 di Redazione
Comune di Roma: sciopereranno 24.000 dipendenti

Gli ultimi tentativi di mediazione hanno fallito. Il 6 giugno vedrà in piazza 24mila dipendenti comunali, che sfileranno dalle 8.30 da Bocca della Verità a piazza Venezia per protestare contro la nuove direttive capitoline, che prevedono la ridefinizione del contratto decentrato e nuove modalità di erogazione del salario accessorio.
Si fermeranno quindi 24mila dipendenti, ed è la prima volta nella storia del comune di Roma che uno sciopero raggiunge dimensioni così grandi. Tutti i servizi assicurati ai cittadini verranno coinvolti, dagli asili nido alle materne, dalle biblioteche agli sportelli. A braccia conserte anche i vigili urbani e gli operatori della protezione civile e della sala operativa sociale.
I tentativi di trattativa del vicesindaco Nieri, così come gli incontri tra sindacati e amministrazione romana non hanno portato da nessuna parte. Il 6 giugno ci sarà quindi la paralisi completa dei servizi, "Game Over", come recita il volantino di Cgil, Cisl, Uil e Csa. Nessuna garanzia sui servizi minimi garantiti, spiega Amedeo Formaggi, Cgil Roma e Lazio: "non c'è ancora un accordo quadro tra sindacati e Comune che determini quali siano i servizi minimi e quanti dipendenti li debbano garantire, in applicazione della legge 82/2000 e dell'accordo quadro del 2002, così il Comune non lo può chiedere ai suoi dipendenti".
Il corteo sfilerà dalle 8.30 da Bocca della Verità fino al Campidoglio, con un'affluenza ed una partecipazione verosimilmente massicce, vista l'adesione all'assemblea generale in Campidoglio lo scorso 6 maggio, in cui i lavoratori avevano dato ai sindacati il mandato di proclamare lo sciopero il 19 maggio. La circolare del governo aveva stabilito una deroga che aveva mantenuto intatti gli stipendi di maggio.
La nuova delibera del sindaco Marino fissa al 31 luglio la scadenza per la ridefinizione del contratto  decentrato, ma ogni incontro tra amministrazione comunale e sindacati è stato un passo verso il nuovo sciopero. I confederali mettono in dubbio che esistano i 72 milioni di euro necessari per pagare il salario accessorio ai dipendenti capitolini. Contestano la scadenza del 31 luglio imposta dalla delibera e respingono al mittente i progetti di riforma della macchina capitolina presentati dal Comune.
Questa rottura richiede ora grande attenzione e cura per seguire l'evoluzione della crisi.