Decreto flussi bloccato

19/06/2014 di Redazione
Decreto flussi bloccato

Il ministro Giuliano Poletti ha confermato che per il 2015 non sarà emanato alcun decreto flussi ordinario. Tale dichiarazione, fatta dinanzi al comitato Schengen per l'immigrazione, ha confermato l'intenzione del Governo di porre un limite all'ingresso di cittadini stranieri per il lavoro stagionale, autonomo e per la riconversione dei permessi di soggiorno rilasciati per studio, tirocinio, lavoro subordinato e stagionale.
Nessun limite invece per le medie e alte qualifiche professionali, alle quali è data la possibilità di circolare liberamente all'interno dell'Ue.
Il ministro Cancellieri ha dichiarato alla Commissione Diritti umani del Senato che il blocco "per ora c'è solo per gli stagionali, perché la situazione occupazionale del Paese è drammatica. Stiamo valutando con il Ministero del Lavoro se e in che misura aprirlo, deve essere legato a un'offerta di occupazione che in questo momento non c'è molto".
"L'immigrazione è una risorsa importante per il nostro Paese e le politiche per l'immigrazione hanno bisogno di una seria discontinuità con il passato". E' quanto dichiarano Vera Lamonica, Segretaria Confederale CGIL, e Pietro Soldini, responsabile dell'ufficio immigrazione del sindacato di Corso d'Italia.
Anche Liliana Ocmin, segretario confederale della Cisl, ha affermato che "il blocco degli ingressi può essere opportuno, ma è parziale se non si trovano soluzioni adeguate con cui affrontare e risolvere l`attuale problema dell`irregolarità che nega diritti e rispetto della dignità dei lavoratori ed aggrava la concorrenza sleale e l'evasione fiscale".
I sindacati spingono quindi per un confronto fra Governo e parti sociali, allo scopo di riprogrammare la normativa attuale alla luce del fallimento della gestione dei flussi, per farne uno strumento più efficace, rapido e funzionale al mercato del lavoro.
Appare inoltre necessario affrontare la questione della clandestinità e del lavoro in nero, conseguenze sempre più probabili nei casi in cui lo straniero si trovi a perdere il lavoro, attraverso un aumento della durata del permesso di soggiorno di attesa occupazione e tramite la legalizzazione del lavoro sommerso. Tali procedimenti sarebbero peraltro salutari per il mercato del lavoro, aumentando la crescita del Pil e gli introiti statali.
Prendendo in considerazione queste necessità si potrebbe affrontare il Decreto Flussi allo scopo di ridurre contraddizioni, confusione, tensioni ed irregolarità.