Della Loggia scrive su “Mare Nostrum”

19/06/2014 di Redazione
Della Loggia scrive su “Mare Nostrum”

Nell'editoriale di mercoledì 18 giugno 2014 del "Corriere della Sera" dal titolo "Accogliere sì ma ragionare" Ernesto Galli Della Loggia fa il punto sui limiti dell'operazione "Mare Nostrum" ed esplicita un sentire molto diffuso e intermedio nelle situazioni di governo lombarde. In questo articolo Della Loggia critica l'attuazione di "Mare Nostrum", non perché questa salvi dalla morte in mare, "un obbligo assoluto per ogni collettività civile" ma piuttosto sull'elusione delle disposizioni europee. Nell'articolo si legge "(…) spesso evitiamo di identificarli nel solo modo possibile, cioè prendendo le loro impronte digitali e depositando queste in una banca dati europea. In tal modo è loro possibile cercare di andare (e restare) in qualche altro Paese dell'Unione Europea perché da esso, anche se scoperti, non potranno mai essere rinviati nel Paese di prima accoglienza che li ha identificati -come prescrivono sempre le norme europee-semplicemente perché un tale Paese non è mai esistito". Della Loggia incolpa l'Italia e il suo Governo ma anche l'Europa tutta perché non si esprime in merito ai numeri dell'accoglienza, scrive "(…) quanti immigrati possiamo (può l'Unione) assorbire? Nessuno lo sa e/o lo dice: dieci milioni? Venti milioni? I numeri che premono dall'Asia e dall'Africa sono di quest'ordine, ma nessuno se ne cura." L'editoriale continua sulla linea dura criticando duramente il ruolo passivo dell'Italia nell'operazione di salvataggio di "Mare Nostrum" definendola per tutte le ragioni elencate prima, "una decisione politica di accoglienza" e un ruolo passivo con cui l'Italia si rapporta a degli interlocutori europei che non esistono. E' come se Della Loggia definisse l'Italia uno zerbino che ormai si prende la responsabilità, peraltro passiva, di salvare e accogliere queste vite senza prospettare  una continuità sul territorio e soprattutto senza porre limiti numerici. Continua l'editoriale, riferendosi all'Italia e al Governo, "essi svolgono più o meno il ruolo che svolge un centralino dei Vigili del Fuoco nel rispondere alle chiamate in corso". Della Loggia esprime la necessità di dichiarare il numero limitato di cittadini che l'Italia, ma anche l'Europa, può accogliere invece di far finta di nulla o "conformarsi al cosmopolitismo multiculturale da un lato e a quello della sollecitudine cristiana dall'altro". Della Loggia continua a bacchettare l'Italia e l'Europa dicendo che il cosmopolitismo e il cristianesimo vanno bene ma "contribuiscono non poco a dare l'impressione di un Paese e di un continente che di fronte all'immigrazione non sanno fare altro che tenere la porta aperta e lasciare entrare chiunque voglia. Alimentando così il richiamo che esercitano sull'elettorato europeo i partiti che si ispirano a un radicalismo identitario fortemente xenofobo"