FOCUS-Casa dei Diritti Sociali per la Giornata Mondiale del Rifugiato

19/06/2014 di Redazione
FOCUS-Casa dei Diritti Sociali per la Giornata Mondiale del Rifugiato

Il 20 giugno si celebrala Giornata Mondialedel Rifugiato e ogni anno ribadiamo il nostro impegno a tutela del diritto d'asilo; per garantire l'accoglienza di chi è costretto a fuggire da violenze e persecuzioni; per sviluppare unacultura solidalee democratica. Ci sembra ancora più importante ribadire a gran voce il dovere degli Stati europei di assumersi responsabilità improrogabili nei confronti di chi cerca rifugio da guerre e negazioni dei diritti. Solo dall'inizio del 2014 sono arrivati sulle coste italiane, attraverso la rotta principale del Mediterraneo centrale, oltre 43.000 migranti: un numero enorme, pari al totale di quelli sbarcati nell'intero 2013. La faticosa ricerca di nuovi equilibri politici innescata nel 2011 dallo scoppio delle Primavere arabe, l'aggravarsi del conflitto in Siria e, ora, il nuovo focolaio di crisi aperto in Ucraina, hanno determinato una forte intensificazione dei flussi migratori nel Mediterraneo. La turbolenta stagione, non ancora conclusa, di questi cambiamenti politici ha infatti ridisegnato un nuovo scenario, producendo delle importanti trasformazioni, tradotte anche in termini di intensificazione dei movimenti di persone in fuga. Nel tentativo di raggiungere l'Europa via mare, moltissimi perdono la vita durante lunghi e rischiosi viaggi. Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell'Europa quasi 20 mila persone e le notizie degli incidenti nel Mediterraneo continuano ad arrivare ininterrotte. I confini europei producono dunque troppe morti, di cui sono co-responsabili le politiche securitarie di controllo delle frontiere esterne. Le funzioni dell'agenzia Frontex, così come il sistema Eurosur e l'operazione "Mare nostrum" sembrano essere funzionali solo al controllo degli ingressi e alla chiusura delle frontiere e rappresentano difficili evoluzioni delle politiche europee nell'area mediterranea. Chi riesce a raggiungere i nostri Paesi, poi, si confronta con mancanza di accoglienza e di tutela, abbandono, insicurezza, violazione dei diritti fondamentali. L'Europa, che ha tra i suoi compiti costitutivi quello di accogliere e garantire protezione, come affermato nella Convenzione di Ginevra sullo Status di rifugiato, si è invece barricata dietro una politica di chiusura e diffidenza. Ed oggi, all'indomani delle elezioni del Parlamento, il diritto d'asilo non sembra prioritario nell'agenda politica dei deputati europei. Per quanto riguarda l'Italia, noi risultiamo ancora più indietro sul piano dei diritti umani. Alla mancanza di una legge organica sul diritto d'asilo si associano procedure lente e tassi di riconoscimento dell'asilo tra i più bassi d'Europa. Di fronte a questi scenari, abbiamo deciso di interrogarci ancora di più quest'anno sul futuro dell'asilo e, dunque, sul futuro dello stato di diritto nel nostro Paese e in Europa.