Il Tar Lazio mette in discussione il contributo per il rilascio del permesso di soggiorno

19/06/2014 di Redazione
Il Tar Lazio mette in discussione il contributo per il rilascio del permesso di soggiorno

Il contributo previsto in Italia per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno è uno strumento valido oppure può essere un ostacolo? A quanto pare il Tar del Lazio, dopo il ricorso di CGIL e Inca, si è espresso contro: infatti questo violerebbe i principi di eguaglianza e ragionevolezza, di capacità contributiva, di imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa.
Il contributo è stato introdotto con la legge economica del 6 ottobre 2011, quest'ultima ha  disciplinato l'entità degli oneri dovuti, a cura dei richiedenti, al fine di ottenere il rilascio del titolo abilitativo a soggiornare nel territorio nazionale. E' stato modificato anche il testo unico sull'immigrazione, e nell'articolo 5 è stato introdotto il comma 2-ter che prevede il pagamento di un contributo per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno che lo straniero è tenuto a versare all'atto della presentazione dell'istanza anche in aggiunta agli altri contributi già previsti, indicando il minimo di 80 euro ed il massimo di 200 euro per detto versamento.
L'ordinanza del Tar del Lazio, pur riconoscendo che "ciascuno Stato membro è legittimatoa subordinare il rilascio dei permessi di soggiorno alla riscossione di contributi…", sottolinea chiaramente che "il potere discrezionale di cui dispone lo Stato membro per determinare l'importo non è illimitato e non consente quindi di stabilire il pagamento di contributi eccessivi in considerazione della loro considerevole incidenza finanziaria su detti cittadini". La parola adesso spetta alla Corte di Giustizia che dovrà esprimersi a riguardo.