Immigrazione: il punto sulla settimana politica

19/06/2014 di Redazione
Immigrazione: il punto sulla settimana politica

Nell'ultimo numero di Inform@ttiva avevamo fatto un focus dal titolo " Mare nostrum e un nuovo sistema di accoglienza: passi incerti del governo italiano e assenza dell'UE" per fare il punto sugli sbarchi e l'operazione "Mare Nostrum".
Come detto, nei giorni scorsi oltre 1.600 migranti, in gran parte di origine subsahariana, sono sbarcati sull'isola di Lampedusa, il cui centro d'accoglienza è ancora chiuso per la ristrutturazione dell'edificio gravemente danneggiato da un incendio doloso appiccato nel settembre 2011. Nelle stesse ore è giunta a Trapani in porto una petroliera con a bordo diverse centinaia di migranti tratti in salvo, la gran parte di loro ha trascorso la prima notte nelle chiese a Palermo adattate a veri e propri centri di accoglienza e, come ormai di consueto, la percentuale tra loro di donne e bambini è molto alta. Poco dopo dieci persone hanno perso la vita in un naufragio avvenuto a 40 miglia dalle coste libiche, dove un gommone si è capovolto ed è affondato. L'ennesimo incidente (l'ultimo due settimane fa) che indigna il senso comune. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, dopo l'incontro con Fassino (ANCI) della scorsa settimana continua a ribadire l'urgenza di un coinvolgimento europeo che non arriva: "l'Italia non può farsi carico da sola dell'instabilità della Libia" e dichiara, questo è un paese "accogliente" senza le risorse per poterselo permettere, e "Mare Nostrum" è il sintomo di un approccio che ancora non sa essere organico e strutturale.  Con l'arrivo della stagione favorevole agli sbarchi, il clima sociale e politico si inasprisce, e mentre il sindaco Orlando sottolinea l'impegno instancabile dei Comuni siciliani, frustrati e mortificati dalle indifferenze e dalle sottovalutazioni di istituzioni di governo nazionale ed europeo, Matteo Salvini leader della Lega si scaglia ciecamente contro "gli sporchi immigrati" invitando i suoi seguaci ad un'attivismo che ha del violento: su Facebook impazza il suo post "(…) molti di questi purtroppo sono malati di scabbia. Ragazzi, su la testa, vogliono farci scomparire! Io parto per la Sicilia, io non mi arrendo!". Quando il ministro Alfano si è recato in visita a Pozzallo in effetti Salvini era presente, pronto a contestarlo e a infamare Renzi, colpevole di "andarsene a sorridere in giro per l'Europa dimenticando ciò che accade in Italia". Dileggi a parte, la nuova propaganda anti-immigrazione della Lega giunge in un momento in cui le forze politiche sembrano per un momento dichiarare di aver volto lo sguardo verso la questione, complice anche l'arrivo dell'estate: il 16 giugno, al vertice del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Viminale, è tornato il prefetto Mario Morcone, che aveva già ricoperto in passato lo stesso incarico. La poltrona era rimasta vuota per diversi mesi a seguito della nomina di Angela Pria a consigliere della Corte dei Conti. Morcone ha lavorato come amministratore dell'ONU in Kosovo e durante la sua scorsa gestione, nel 2006, tra le altre cose ha promosso l'informatizzazione delle procedure per snellire la presentazione delle domande dei flussi di ingresso e ha disegnato l'ultima regolarizzazione.  Alfano ha inoltre dichiarato che il Consiglio europeo del 25 e 26 giugno sarà l'occasione per far valere la voce dell'Italia sulla questione immigrazione, specificando che il premer Matteo Renzi giocherà un ruolo fondamentale con l'Europa per proporre l'avvio di un programma di lavoro con il ministro della Difesa Roberta Pinotti per l'utilizzo di caserme per accogliere i migranti. E' stata infine promessa una "task force dei sindaci" che collaborerà con costanza con "l'unità di missione del Viminale" per garantire una gestione coordinata degli interventi. Diventa necessario che tali interventi non siano strutturati nel segno - costante - dell'emergenza, con il risultato esclusivo di aggravare e tamponare (male) gravi situazioni già compromesse dalla cattiva gestione e dall'allarmismo.
Nel corso dei prossimi mesi bisognerà sperimentare, garantire ed attrezzare una capacità di accoglienza oggi molto approssimativa, va migliorata e mirata affinché le persone in condizioni di maggiore difficoltà trovino la giusta accoglienza.