Mare nostrum e un nuovo sistema di accoglienza: passi incerti del governo italiano e assenza dell’UE

12/06/2014 di Redazione
Mare nostrum e un nuovo sistema di accoglienza: passi incerti del governo italiano e assenza dell’UE

Crescono vertiginosamente i numeri degli sbarchi, a cura della Marina Militare, nell'ambito di Mare Nostrum lungo le coste dell'Italia meridionale. Sono state 8mila persone solo nel fine settimana, e 5mila nelle ultime 72 ore.
L'UNHCR denuncia la modalità inaccettabile di accoglienza dei 400 migranti sbarcati a Taranto, trasferiti via pullman e scaricati nelle periferie di Roma e Milano, mentre il TG1 ha realizzato un ampio servizio sulle centinaia di migranti, compresi invalidi e bambini giunti da Catania a Milano.
Il 10 giugno si è tenuto presso il Viminale l'incontro tra Pietro Fassino (ANCI) e il ministro dell'Interno  Alfano per discutere delle nuove linee dell'accoglienza in presenza dei sindaci di Palermo e Catania.
La discussione si è dispiegata a partire dalla necessità, urgente da mesi e meglio configurata nell'ultima settimana, di ridefinire un intervento di accoglienza che sia sistematico e organico, in virtù dell'uscita dall'ottica, tipicamente italiana, dell'"emergenza sbarchi" e di avviare l'istituzione di prassi corrette e funzionali.
Fassino ha proposto di istituire un tavolo permanente con lo scopo primario di sollevare la Sicilia e i suoi Comuni dall'onere gravoso di gestire gli sbarchi e l'accoglienza e Alfano, più concentrato sul mancato contributo europeo e sulle spese ingenti di Mare Nostrum, ha fatto fuoco sulla necessità di far rientrare i costi dell'operazione che dissangua il paese e impiega risorse umane in via di esaurimento.
Venendo alle proposte specifiche: l'accordo, nel dettaglio, prevede che l'accoglienza di primo impatto venga gestita dal ministero dell'Interno in collaborazione con gli enti territoriali; che vengano innanzitutto identificati i migranti e poi smistati nei Comuni secondo disponibilità. Soprattutto, la proposta prevede un coinvolgimento maggiore e una qualificazione del Sistema  Sprar, le cui capacità di accoglienza - riferisce Pietro Fassino - sono passate dalle 13mila unità che erano a quasi 20mila.
Tale quadro, coniugato anche alle recenti dichiarazioni di Alfano che la scorsa settimana dichiarava il trend degli sbarchi inequivocabilmente in crescita, fa sorgere - almeno - due domande di carattere logico: la prima è legata a una questione di cifre, mentre la seconda alla qualità dell'accoglienza da riservare a persone in difficolta e a figure sensibili tra i migranti e specialmente a quelli vulnerabili, ai minori, alle donne, ai disabili ed invalidi.
Nel 2013 gli sbarchi hanno toccato quota 43mila - con picchi e cali di intensità nell'arco dell'anno.
Il 2014 si presenta più omogeneo e finora i migranti giunti nel nostro paese con l'operazione Mare Nostrum sono già circa 45mila.
Una semplice previsione, considerato anche un fisiologico incremento nella stagione estiva, lascia supporre che entro la fine dell'anno potrebbero essere superate le 100.000 persone; più del doppio dello scorso anno, il triplo del 2012.
Un numero enorme, per cui la "concessione" dei 20mila posti a fronte dei 13mila costituisce un passo in avanti ma di fatto insufficiente.
Il secondo aspetto, non meno complesso, riguarda la cospicua presenza di minori non accompagnati e di persone non autosufficienti  tra i migranti sbarcati.
Save the Children nel mese di aprile ha presentato una proposta di legge sul sistema di protezione e accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che è ancora all'esame del Parlamento e si spera che possa essere approvata entro l'estate; secondo i dati disponibili al 30 maggio quelli ospitati in Sicilia erano 3.188 e appena due mesi prima, al 31 marzo, 1.842.
La maggior parte dei minori non accompagnati provengono da Somalia, Gambia, Egitto, Siria ed Eritrea e nella quasi totalità dei casi sono mandati nel nostro paese dai genitori in cerca di fortuna e di un lavoro che consenta loro di sostentare la famiglia, ma altrettanto spesso il loro destino è quello di cominciare la vita in Italia non accolti e malamente appoggiati in strutture precarie, marginali e insieme agli adulti.
Quando un posto in una comunità alloggio c'è, spesso la fuga anticipa un futuro che non può essere già ai margini della società e senza la possibilità di ricevere le cure e l'istruzione necessari.
I costi dell'accoglienza per questi minori e per altri individui anche adulti ma socialmente, fisicamente e psicologicamente fragili (mutilati, vittime di violenza, torturati) sono di certo anche maggiori ma considerata la loro numerosa presenza è necessario preventivarli e disporre risorse e procedure adeguati.
Tra i migranti trasportati da Taranto e lasciati per ore abbandonati nella stazione di Rogoredo a Milano molti erano orfani e invalidi, privi di vestiti, scarpe e qualsiasi forma di mezzo di aiuto.
Oggi dalle 15 mentre si tiene a Roma la conferenza Stato - Regioni con un odg strapieno di urgenze amministrative e finanziarie. All'ultimo minuto, proprio stamattina gira la comunicazione con un'integrazione ai temi da discutere, al tredicesimo posto dell'odg, compare "Intesa tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali sul piano nazionale per fronteggiare il flusso straordinario di cittadini extracomunitari, adulti, famiglie e minori stranieri non accompagnati".
Un tema insomma "di coda" che non viene ancora considerato e trattato con il giusto rilievo. Le iniziative e i progetti divulgati - in ultimo luogo l'intervento di Fassino e Alfano - sembrano promuovere una politica del "meno peggio", 20mila posti sono meno peggio di 13mila, eppure il meno peggio non è abbastanza e questo è un concetto che non va dimenticato, soprattutto per prevenire un sempre nuovo - eppure rafforzato - stato "di emergenza" che intanto riguarda le decine di migliaia di persone già sbarcate vive dalle navi della Marina e a cui guardano familiari, amici e -e certamente anche trafficanti- in attesa e in movimento lungo le coste della Siria, dell'Egitto, della Libia e di tutti gli altri paesi rivieraschi del Mediterraneo.
Anche negli altri paesi rivieraschi e nell'Africa sub Sahariana, in Ucraina, in Iraq e nell'oriente più lontano si guarda alle coste del mare nostrum con speranza di vita e di futuro. Capaci di debellare il rischio di ledere gravemente la dignità umana, come successo in questi ultimi giorni con i recenti episodi di cronaca, e di liberare dai trafficanti i migranti in attesa del passaggio verso i paesi del Nord Europa.