Milano e emergenza profughi: a che punto siamo?

26/06/2014 di Redazione
Milano e emergenza profughi: a che punto siamo?

Dopo l'ondata di arrivi di profughi  nelle ultime settimane, inizialmente sistematisi in Stazione Centrale, si comincia a pensare ad un piano per dare loro una sistemazione più dignitosa. L'afflusso massiccio di profughi era sfociato in una situazione di completa disorganizzazione, laddove moltissimi di loro erano stati costretti a permanere nelle stazioni, supportati solamente da organizzazioni di volontariato.
Ancora una volta le organizzazioni di volontariato sono state le prime a mobilitarsi, ospitando centinaia di profughi nei centri allestiti di via Aldini e viale Toscana gestiti da Progetto Arca, Casa Nazareth gestito dalla cooperativa Farsi Prossimo, la struttura di Fondazione Don Gnocchi, la Fondazione Fratelli di San Francesco d'Assisi in via Saponaro, ed il centro accoglienza di via Padre Salerio 51, voluto dalla cooperativa Farsi Prossimo e aperto con il sostegno di Caritas.
Recentemente anche l'amministrazione comunale ha cominciato a muoversi, mettendo a disposizione di una cordata di associazioni - fra cui Sistema Imprese Sociali-Sis e Arci - la proprietà di Chiaravalle, che era stata destinata ad essere trasformata in un pensionato per famiglie che hanno perso la casa. Ora il Comune ha chiesto alle associazioni di utilizzare la villa per tamponare l'emergenza profughi nei prossimi mesi.
La struttura, requisita alla criminalità calabrese di Milano, occupa complessivamente più di mille metri quadrati: comprende una grande villa, un'altra abitazione, una dependance ed un terreno agricolo circostante in cui sono presenti altri fabbricati più piccoli.
Le prime trenta persone sono state ospitate nella villa, oltre il Cimitero di Chiaravalle, a partire da lunedì 23. Entro pochi giorni saranno sessanta. «È un'ulteriore dimostrazione dell'alleanza costituita tra soggetti diversi», spiega l'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino. Sono quasi diecimila i cittadini, per la maggior parte siriani, accolti a Milano a partire dallo scorso ottobre. Tra questi, tremila bambini.