Piazza Tienanmen nel 25esimo anniversario

05/06/2014 di Redazione
Piazza Tienanmen nel 25esimo anniversario

Sono trascorsi 25 anni dalla repressione di Piazza Tienanmen. Era il 4 giugno del 1989 quando i manifestanti, tra cui studenti, intellettuali e operai  della Repubblica Popolare Cinese furono vittime di una violenta repressione. La protesta iniziò con il rovesciamento dei regimi comunisti in Europa.
Sebbene la protesta non ebbe un esito felice a causa dell'elevato numero di vittime, in Cina i dimostranti e gli oppositori al regime cinese fecero conoscere la verità ai paesi esteri, l'oppressione e la censura che versava sull'informazione,  i metodi non troppo trasparenti del governo.
Anche a Roma, ospitati nella sede di Via Montebello  di FOCUS Casa dei Diritti Sociali, da gennaio 1989 un gruppo di attivisti cinesi era impegnato a far conoscere cosa accadeva e ad accogliere quanti riuscivano a partire, poi quasi tutti emigrati in USA. Il 4 giugno 1989 i soldati spararono sulla folla, riunita nella piazza principale di Pechino per protestare, uccidendo centinaia di persone. Da allora i comizi in piazza sono vietati. Solo il mese scorso il governo ha arrestato diversi militanti che assistevano ad una riunione sulle manifestazioni in piazza Tienanmen, tra loro l'avvocato che lotta in difesa dei diritti dell'uomo Pu Zhiqiang e il blogger Xiang Nanfu.
E ad oggi, con la celebrazione del 25esimo anniversario della strage di piazza Tienanmen, la situazione non migliora, infatti, per l'occasione il governo cinese rinforza la censura dell'informazione bloccando alcuni servizi di Google, quali: la ricerca, le immagini, Gmail, Maps, Translate. Questo blocco parziale che si verifica già da qualche giorno, crea dei problemi senza che però il governo si mostri come causa della censura. Questa infatti, controlla solo una parte della rete ma Google ha subito gridato allo scandalo chiedendo giustizia e soprattutto libertà di diffusione.