Roma Pride 2014: contro i pregiudizi

05/06/2014 di Redazione
Roma Pride 2014: contro i pregiudizi

Vent'anni fa nasceva il Pride, la prima parata a Roma in cui venivano difesi apertamente i diritti  e le opportunità di persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali (LGBTQI). Oggi, con il Roma Pride 2014, si vogliono ancora difendere gli stessi valori, proteggendo i diritti acquisiti nel corso di 20 anni di lotte e riscattando quelli ancora ingabbiati da uno stato di diritto arretrato. Il 7 giugno si scenderà ancora una volta in piazza per ripudiare ogni forma di sopruso, autoritarismo e totalitarismo, e per proclamare come fondativi della società democratica i valori costituzionali dell'uguaglianza, della libertà, dell'antifascismo, dell'antisessismo e dell'antirazzismo.
In questi venti anni il Roma Pride è diventato un appuntamento importante della scena politica, culturale e sociale della città, perché i suoi valori e le sue battaglie sono in profonda connessione col vissuto delle persone e trovano nella Capitale, sede delle Istituzioni statali, del Vaticano e città simbolo a livello globale, un contesto ideale di rappresentazione. Il Roma Pride è e continua ad essere un potente motore di cambiamento e una ricchezza per la città e il Paese, una risorsa di cui la comunità LGBTQI va profondamente fiera. Molti paesi hanno riconosciuto, oppure hanno cominciato a discutere delle leggi che regolamentano in senso egualitario il matrimonio, così come le adozioni, la genitorialità e i diritti civili per quanto concerne le persone LGBTQI, mentre la situazione italiana non dà alcun segno di voler uscire dalla stagnazione. La comunità LGBTQI denuncia peraltro una situazione politica che non sembra volersi muovere nella direzione di un maggiore riconoscimento dei loro diritti, in un panorama istituzionale che continua a schiacciare i temi sociali e civili sotto l'incudine dell'emergenza economica e delle larghe intese. Il segno principale di questo vuoto istituzionale è la mancata assegnazione di un dicastero delle Pari Opportunità, così come la brusca battuta di arresto subita dalle proposte di legge contro le discriminazioni basate su omofobia e transfobia.
A livello socioeconomico, la crisi fa emergere e radicalizza le differenze, le discriminazioni e le violenze verso coloro che godono già di minori tutele, diritti e riconoscimenti. Queste dinamiche hanno un fortissimo impatto nel mondo del lavoro, penalizzando coloro che ci entrano e che si trovano già a subire pressioni e difficoltà. Un esempio fra tutti sono le persone trans, intersessuali e queer, che a causa della loro visibilità e di tutte le difficoltà legate alla incongruenza tra i documenti d'identità e l'aspetto esteriore, troppo spesso sono messe ai margini della vita sociale e lavorativa.
A livello più generale, la crisi politica ed economica rafforza gli egoismi e alimenta le paure irrazionale, contribuendo, a livello nazionale ed europeo, al prosperare di forze di estrema destra, dai toni violentemente populisti, integralisti, omofobi e razzisti.
Il Roma Pride intende offrire una risposta culturale e politica a questa deriva proponendo un modello di società che rimetta al centro i bisogni e ai desideri delle persone e abbia come stella polare i valori del confronto, delle differenze, della liberazione e della democrazia.