Smantellato il più grosso campo Rom di Marsiglia

26/06/2014 di Redazione
Smantellato il più grosso campo Rom di Marsiglia

"Solamente 18 famiglie saranno ricollocate. Le altre, bambini compresi, si sono ritrovate sulla strada", scrive Libération in un articolo pubblicato il 18 giugno. Il più grosso campo Rom di Marsiglia è stato smantellato mercoledì mattina su ordine del prefetto. Ospitava più di 400 persone, tra cui un centinaio di bambini.
Lo sgombero è stato ordinato dal prefetto delle Bouches-du-Rhône poco dopo l'aggressione ed il linciaggio di Darius, giovane di 16 anni di origine rom, in concomitanza con le reazioni indignate del mondo politico. Le indagini sull'accaduto si sono rivelate complicate e sono state fortemente criticate. La raccolta delle testimonianze a Pierrefitte, nella periferia degradata di Parigi si è rivelata molto difficile. La gente del quartiere, caratterizzato da un tasso di disoccupazione che arriva al 40% e dalla presenza forte della criminalità, sembra essersi chiusa in se stesso, terrorizzata dalla presenza dei trafficanti di droga. Il tutto ha scatenato un acceso dibattito politico, in cui il Pcf ha posto l'accento sulla situazione di degrado che fomenta la "cre­scita di ogni tipo di xeno­fo­bia, di cui il risul­tato delle ultime ele­zioni è un riflesso", mentre il Front National ha collegato il linciaggio di Darius al "lassismo giudiziario", per cui emergerebbe il bisogno di una maggior presenza delle forze di polizia.
Le forze dell'ordine sono intervenute nelle prime ore del mattino sul sito Parette, nel quartiere di Saint-Jean-du-Désert, e lì sono intervenute bloccando il passaggio in attesa delle ruspe, arrivate a metà mattinata. Allora la maggior parte dei residenti aveva già abbandonato il campo, come prima di ogni altra espulsione, per paura di un ordine di sfratto al momento dell'evacuazione, spiega Dominique Haezebrouck, responsabile della missione baraccopoli presso Médecins du Monde (MDM). "Il proprietario (il Comune, ndr) ha potuto riprendere possesso dei suoi terreni, dove stamattina si trovavano solo una ventina di persone", ha indicato la prefettura al momento dello sgombero. Per fare ciò il Comune di Marsiglia ha contrattato un servizio di sicurezza privata e ha ordinato lo sgombero del sito, destinato ad essere venduto ad un privato, come previsto da un'operazione di riorganizzazione.
Inizialmente la circolare del 26 agosto prevedeva di proporre alle famiglie alcune soluzioni alternative per l'alloggio per evitare lo sgombero improvviso del campo. Nello specifico, "solo 18 famiglie saranno ricollocate. Decine di bambini ed i loro genitori si troveranno senza rifugio, mentre il giorno prima andavano a scuola e avevano un minimo di stabilità", ha denunciato un comunicato di Amnesty International lo scorso martedì. Altri nove bambini, "particolarmente vulnerabili" saranno ospitati in albergo per sei notti prima di ritrovarsi per strada, precisa MDM, mentre tutti gli altri "vagano sperando di trovare qualcosa, un rifugio, un nascondiglio".
Il campo si è formato nell'ottobre del 2013, in seguito allo sgombero di un'altra baraccopoli, quella della Capelette. Dopo la pausa invernale è previsto un altro sgombero per metà luglio, stavolta per il sito di Plombières che, secondo MDM, ospita un centinaio di persone.
Questa situazione è aggravata dal fatto che le poche soluzioni alle espulsioni non sono mai state applicate, come una circolare del 2012 che dovrebbe favorire l'inserimento, ma pone allo stesso tempo parametri troppo stretti, che fanno sì che i principali beneficiari di tale normativa non vengano messi in grado di accedere ai diritti a loro concessi. Appare quindi cruciale, come denuncia anche Amnesty International, la ricerca di soluzioni alternative realmente applicabili.