Viminale: nelle regioni migranti in proporzione alla popolazione

19/06/2014 di Redazione
Viminale: nelle regioni migranti in proporzione alla popolazione

Il ministero dell'Interno ha messo in atto un piano straordinario per l'accoglienza dei migranti per contrastare l'emergenza sovraffollamento dei centri di accoglienza, che ospitano oltre 10mila persone contro una capienza di 8.500 posti. Dal 10 giugno i migranti verranno affidati alle Prefetture in proporzione alla popolazione residente in ciascuna regione. A questa risoluzione hanno già detto di no due Regioni, Veneto e Lombardia, entrambe sotto la guida della Lega Nord.
L'ultima ondata di sbarchi, nonostante rappresenti una proporzione bassissima (meno dell'1%) rispetto ai cittadini stranieri residenti in Italia, "incideranno pesantemente sul già congestionato sistema di accoglienza del nostro Paese. Considerando le condizioni di instabilità politica e di conflitto in molti Paesi africani e mediterranei, si prevede che l'afflusso sulle nostre coste sia destinato ad aumentare. L'ampliamento dei posti SPRAR e l'affidamento dei migranti alle prefetture da soli non bastano a garantire l'accoglienza di profughi e richiedenti asilo". È questa l'analisi effettuata dai ricercatori della Fondazione Leone Moressa, che hanno altresì stimato l'impatto sul territorio nazionale dei migranti sbarcati nel 2014. L'incidenza maggiore rispetto alla popolazione straniera si registra nelle regioni del Meridione, mentre nelle regioni del Nord, dove la popolazione straniera è più vasta, si stima un'incidenza dei profughi molto minore.
Lo SPRAR ha quantificato il rapporto fra capienza dei centri gestiti dal ministero dell'Interno e dall'ANCI e il numero di persone effettivamente ospitate. A livello nazionale si registra un rapporto di 2,5 volte superiore alla capacità del centro, che raggiunge la quota di 14,3 in Sicilia.
Sembra quindi necessario riorganizzare le modalità di gestione dell'operazione Mare Nostrum al di là del salvataggio immediato dei migranti in mare, per pensare ad un'accoglienza più dignitosa e rispettosa dei diritti umani.