Aspettando il 32 luglio attraverso una “resistenza artistica”

31/07/2014 di Redazione
Aspettando il 32 luglio attraverso una “resistenza artistica”

L'ultimatum dato al Valle dal Comune di Roma scade allo scoccare della mezzanotte del 31 luglio. Attori, registi e lavoratori dello spettacolo che occupano da tre anni il Valle stanno elaborando "un'ultima proposta di apertura. Vogliamo vedere se esiste davvero la volontà politica di venirci incontro".
L'ultimatum del Comune di Roma: "riconsegnare il teatro alla Soprintendenza perché i lavori possano cominciare, il Valle va messo a norma, deve tornare al suo antico splendore al quale credo che tengano oltre al Comune anche gli occupanti".
La Fondazione Teatro Valle ha proposto l'apertura di un percorso pubblico per il conseguimento di un nuovo modello partecipato che raccolga le sperimentazioni elaborate nel corso di tre anni, presentando varie proposte come un percorso di dialogo e interlocuzione pubblico e trasparente a livello cittadino che sia garanzia per i 5600 soci, con l'obiettivo di gestire la delicata fase di transizione verso un modello di teatro partecipato o che in ogni fase del processo di transizione siano presenti le istituzioni competenti, la Fondazione Teatro Valle Bene Comune e il Teatro di Roma. La preoccupazione sullo stato dello stabile è condivisa anche dalla Fondazione, e questa si è detta pronta a farsi garante dell'accesso al Teatro Valle per l'esecuzione di ogni necessario sopralluogo e valutazione da parte delle istituzioni competenti. Ma il Comune di Roma non ha accettato la disponibilità della Fondazione, gli occupanti dal Teatro Valle devono riconsegnare lo stabile al Teatro di Roma e alla Soprintendenza Nazionale per lavori di restauro e messa a norma. "Stiamo lavorando per cercare di rientrare nel dettaglio di quello che è il progetto di teatro partecipato, per avere garanzie che venga recepito il valore culturale e politico di questa esperienza", dicono dal Valle. Dal Campidoglio, invece, aspettano la formalizzazione della proposta. "Siamo convinti che questa esperienza possa essere inglobata all'interno del Teatro di Roma", ha ribadito l'assessore Giovanna Marinelli. "Nessuno qui  -  fanno sapere dal Comune  -  ha preparato alcuna richiesta di sgombero. Da domani valuteremo cosa fare. Siamo pronti a discutere".
Gli occupanti del Teatro Valle hanno dichiarato durante la loro ultima conferenza stampa:  "Siamo disponibili ad accettare i termini della proposta avanzata dal Teatro di Roma. Siamo disponibili a indicare la data della nostra uscita dal Teatro Valle per il 10 agosto - 'La notte dei desideri' - affinché si abbia il tempo per una serie di incontri con l'assessorato e il Teatro di Roma per definire la convenzione che ci è stata indicata. In particolare ci interessa definire il concetto di teatro partecipato". È questa la proposta degli attivisti del Teatro Valle, che hanno accettato i termini della proposta avanzata dal Teatro di Roma e dichiarano che questa scelta è stata presa perché "non è nostra intenzione gestire questo teatro".
"Da due giorni - proseguono gli attivisti - lavoriamo alla definizione di un documento che raccolga alcuni principi fondamentali che costituiranno la nostra proposta per un'elaborazione condivisa del teatro partecipato, su ciò il presidente del teatro di Roma Marino Sinibaldi, nell'ultima assemblea cittadina, ha dato disponibilità e manifestato il suo interesse. Siamo disposti ad uscire dal Teatro Valle perché non è nostra intenzione gestire questo teatro. Tre anni di impegno e resistenza artistica hanno scongiurato la privatizzazione del teatro Valle e ora vogliamo che i principi che hanno generato questa esperienza rimangano nel dna del nuovo progetto di teatro partecipato. Se il Teatro Valle ha ottenuto dell'assessore alla cultura e dal Teatro di Roma il riconoscimento del valore artistico, culturale e politico di questa esperienza, ci sono tutti i ragionevoli presupposti per discutere e sottoscrivere insieme i principi ispiratori della futura. Crediamo che sia necessario impegnarci vicendevolmente nella costruzione di un teatro per la città che sarà unico in Italia e un'opportunità di innovazione per tutto il sistema culturale. In attesa di una proposta delle istituzioni coinvolte, il teatro Valle resterà aperto alla città con i lavoratori, le performance e gli eventi culturali che erano stati programmati. Se oggi siamo qui a dirlo dentro la sala stampa della Camera dei deputati, ringraziando il gruppo parlamentare Sel per averci messo a disposizione questa sala, è perché in questi anni al teatro Valle si è prodotto un percorso di elaborazione giuridica che ha generato un sistema di alleanze forte intorno all'idea e alla pratica dei beni comuni, coinvolgendo anche parte delle istituzioni".