Bilancio Roma Capitale 2014: penalizzato il Terzo Settore

24/07/2014 di Redazione
Bilancio Roma Capitale 2014: penalizzato il Terzo Settore

Tagli non dichiarati. È questa la denuncia del Social Pride e delle associazioni di volontariato, che hanno esaminato i documenti della manovra amministrativa mentre erano ancora in fase di approvazione, e che avevano rilevato un taglio di circa 17 milioni di euro ai fondi riservati ad interventi da realizzare con il concorso del Terzo Settore, sebbene fosse stato dichiarato ufficialmente che la spesa sociale sarebbe rimasta la stessa.
Lunedì la manovra è stata approvata in aula consiliare, ed è andata peggio di quanto previsto. I fondi riservati "al sociale" ammontano a 209 milioni di euro, ben 20 in meno di quelli stanziati nel 2013. Le dichiarazioni del primo cittadino continuano ad essere critiche, e coprono la reale entità del taglio: "Per quanto riguarda il sociale", ha spiegato Marino, "come promesso sono stati garantiti tutti i fondi, con 209 milioni di euro tra Dipartimento e trasferimenti diretti ai Municipi".
Roma deve dire la verità sul bilancio di previsione 2014, di cui si discute in questi giorni in Campidoglio. "Non è vero che, nel bilancio preventivo 2014 del Comune di Roma, non sono previsti tagli al sociale". È l'allarme lanciato da Social Pride, volontariato e terzo settore, sulla manovra economica in discussione in Aula Giulio Cesare, secondo i quali "i conti non tornano".
Fatti due conti in tasca viene fuori che i fondi destinati al Dipartimento Politiche Sociali passano dai 400 milioni del 2012, ai 209 previsti per il 2014. Un'insidiosa affermazione del welfare caritatevole che mira a tagliare oltre cento milioni di euro dallo storico della spesa sociale.
"A fronte di un aumento della povertà e del disagio, bisognerebbe investire nelle politiche sociali, soprattutto nelle azioni rivolte alla promozione di un welfare non assistenziale, per questo rivendichiamo un cambio di passo nella direzione di un welfare generativo con al centro lo sviluppo locale territoriale" ha commentato il portavoce del Social Pride, Carlo De Angelis.
"In una città che ha un'estensione seconda in Europa solo a Londra, una popolazione che invecchia, la povertà che cresce, davvero non si capisce come, in queste condizioni, sia possibile pensare servizi sociali innovativi e di qualità. Chiediamo trasparenza sui dati reali del bilancio" dice Francesca Danese, presidente del Cesv-Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio.
Le politiche sociali non sono da considerarsi accessorie, e non possono essere tagliate. Gli interventi preventivi, di mediazione sociale, di sostegno ai diritti e di sviluppo locale devono tornare ad essere centrali nella programmazione capitolina, non solo per garantire i servizi minimi (fortemente penalizzati da questa manovra), ma per garantire un reale miglioramento della qualità della vita nella Capitale.