Bruxelles: Consiglio Europeo tra le proteste “no border, no nation”

03/07/2014 di Redazione
Bruxelles: Consiglio Europeo tra le proteste “no border, no nation”

Il 26 e il 27 giugno si è tenuto a Bruxelles il Consiglio europeo sul tema delle politiche di immigrazione e asilo nell'Ue. Nelle conclusioni dell'incontro si leggono le proposte dei capi di stato e di Governo dei Paesi partecipanti all'insegna di un nuovo approccio globale che ottimizzi i benefici della migrazione legale e offra protezione a coloro che ne hanno bisogno, affrontando anche la questione della migrazione irregolare e mettendo in atto una gestione efficiente delle frontiere esterne dell'UE.
Le proposte si concretizzano nello sviluppo europeo di strategie intese a sfruttare l'opportunità della migrazione legale attraverso norme coerenti ed efficaci, sulla base di un dialogo con la comunità imprenditoriale e le parti sociali. L'Unione dovrebbe inoltre sostenere le iniziative degli Stati membri volte a perseguire politiche attive dell'integrazione che promuovano la coesione sociale e il dinamismo economico. La nuova politica di asilo dovrà essere fondata sulla solidarietà e sulla responsabilità e in questo momento il funzionamento di un sistema europeo comune di asilo costituisce la priorità assoluta e in questo programma l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) dovrebbe rivestire un ruolo fondamentale.
Inoltre nelle conclusioni si legge l'esigenza esplicitata di affrontare, comprendere e prevedere le cause profonde dei flussi di migrazione irregolare col fine di evitare perdite di vite e trattamenti disumani dei migranti nel corso dei loro estenuanti viaggi. L'unico modo per tamponare i fenomeni drammatici che negli ultimi mesi caratterizzano le migrazioni mediterranee è quello di intensificare la cooperazione con i paesi di origine e di transito, anche attraverso un'assistenza volta a rafforzare e potenziare le loro capacità di gestione della migrazione e del controllo delle frontiere. Il tema delle politiche migratorie dovrà assumere un ruolo molto più importante all'interno del quadro delle politiche esterne e di sviluppo dell'UE, premiando i paesi più operosi e più "recettivi" al fenomeno. Sarà necessario potenziare ed espandere i programmi di protezione regionale in stretta cooperazione con l'UNHCR, combattere con più efficacia il traffico e la tratta di esseri umani, istituire un'efficace politica comune di rimpatrio, attuare le azioni individuate dalla task force "Mediterraneo" e mobilitare tutti gli strumenti di cui dispone l'UE per sostenere gli Stati membri.
A tale scopo, la proposta è quella di modernizzare e ottimizzare la gestione delle frontiere esterne con un sistema di ingresso/uscita e un programma per viaggiatori registrati e con la collaborazione di Frontex è urgente rafforzare l'assistenza operativa per alleggerire le pressioni esterne su alcune frontiere in particolare, come ad esempio quella italiana. Queste le conclusioni stilate dai capi di stato e di Governo mentre per Bruxelles sfilava il corteo delle delegazioni della Freedom March per reclamare ad alta voce la cessazione delle frontiere.
La "Carovana dei migranti" era in viaggio per l'Europa dal 17 maggio e il 26 giugno si è svolto l'evento centrale partendo da Place du Béguinage, un luogo non casuale, nella cui omonima chiesa sono ospitati da anni alcuni richiedenti asilo, soprattutto afghani. Circa un migliaio tra migranti e attivisti arrivati in città, molti di loro da Lampedusa, hanno allestito un villaggio di tende in un parco vicino all'Ufficio Immigrazione belga per far sentire la propria voce in difesa dei diritti dei "sans papiers", passandosi il megafono per le strade di Bruxelles per raccontare la propria storia al grido di "no border, no nation, stop deportation" contro una politica di controllo che ancora produce gravi danni.