Castel Volturno: ancora scontri tra migranti e residenti

17/07/2014 di Redazione
Castel Volturno: ancora scontri tra migranti e residenti

Già era successo negli scorsi mesi: la "vigilanza privata" aveva usato armi contro i migranti con pretesti irrisori, aumentando la tensione e accrescendo il divario già profondo tra "bianchi" e "neri", a Castel Volturno, sulla costiera domiziana in provincia di Caserta. Domenica 13 luglio una nuova tragedia col ferimento di due ivoriani. Uno dei ragazzi feriti era in bicicletta a Pescopagano quando è stato fermato da uno dei due Cipriano (famiglia di imprenditori di Pescopagano) mentre stava trasportando una bombola di gas. Da subito è stato accusato di averla rubata, e quando il ragazzo ha cercato di spiegare che quella era di sua proprietà è stato aggredito e soccorso da un connazionale che passava di là. Il litigio sembrava essersi consumato con improperi e qualche schiaffo, quindi i due si sono separati, ma dopo due minuti il giovane Cipriano è tornato col padre e hanno sparato ai migranti. Da qui la reazione di una parte della comunità migrante di Pescopagano che si è scontrata con un "blocco" antagonista di residenti, estenuati e stanchi della loro presenza.
Presto tutti sono stati coinvolti nella rissa che ha bloccato il traffico e a cui hanno partecipato uomini, ragazzi, famiglie e signore che erano lì vicino, negli stabilimenti balneari. Ognuno rivendicava il diritto di vivere nella terra che era sua o che col tempo è diventata sua, come è accaduto ai migranti che si sono stabiliti nella Domitiana ormai ridotta a un enorme lager, una specie di dormitorio a cielo aperto, in cui "comandano" alcuni boss criminali, bianchi o neri. "Non è vero che quei nostri fratelli stavano rubando una bombola di gas - dice il più calmo - noi siamo guardati con disprezzo, con odio, ci insultano e poi vogliono i nostri soldi per fittare delle fogne e cercano la nostra manodopera e il nostro silenzio per i lavori più umili", dicono gli africani, e i residenti sfidano e invitano le forze dell'ordine a intervenire con la promessa che se la situazione non cambierà saranno loro stessi ad eliminare i migranti.
La situazione di degrado sociale nel territorio è al limite: la rabbia è diffusa, una rabbia cieca e stanca della mancanza di alternative. Mancano i luoghi di aggregazione, manca una biblioteca, una palestra, una scuola di musica. Manca una politica sociale ed interventi mirati da troppo tempo e l'unica risposta sembra essere prendersela con chi è più povero di te o più disperato di te, come succede in questi casi. Un precedente meno recente e non meno grave fu quello dei sei ghanesi innocenti massacrati nel 2008 da  superkiller dei casalesi.  Quanti ancora dovranno perdere la vita in quelle strade prima che il Comune di Castelvolturno,la Regione Campaniae il Governo Italiano  intervengano in aiuto di un territorio stremato. Arturo Scotto, presidente dei deputati di Sel, ora che il ministro Alfano ha promesso nuovi interventi efficaci volti all'integrazione e alla riqualificazione, ha promosso a gran voce "Più diritti per tutti a Castel Volturno" e osservando i bambini del luogo, non più stupiti da un degrado così radicato, viene da pensare che un'inversione di tendenza sia quanto mai urgente.