Emergenza rifiuti: via alla ricerca di una nuova discarica

24/07/2014 di Redazione
Emergenza rifiuti: via alla ricerca di una nuova discarica

Roma continua ad avere bisogno di una soluzione per smaltire almeno mille tonnellate di rifiuti al giorno. Anche luglio è stato un mese nero per la raccolta, una situazione estenuante che ha messo in ginocchio diversi quartieri romani, da quelli più periferici fino a quelli del centro storico.
L'innegabile situazione di disagio è stata creata sì dai ritardi dell'Ama ma anche da un malfunzionamento dei tritovagliatori locali, e Roma non può più rischiare di rivelarsi così impreparata nel caso di un nuovo imprevisto. Per questo negli scorsi giorni è stato installato a Rocca Cencia il nuovo tritovagliatore che dovrà smaltire 200 tonnellate di rifiuti indifferenziati ogni giorno. In questo modo l'Ama potrà alleggerire la pressione sugli altri impianti e avere più autonomia nei servizi di raccolta. Il tritovagliatore entrerà in funzione non appena la Regione rilascerà l'autorizzazione. Per quanto riguarda le novità strutturali dello smaltimento rifiuti, Estella Marino ha dichiarato un possibile prossimo accordo con la Rida, la società che gestisce il Tmb di Aprilia, e con i Tmb di regioni vicine come Toscana e Abruzzo. L'assessore all'Ambiente ha dichiarato «abbiamo ridiscusso con la Regione le necessità di Roma Capitale e le azioni necessarie arriveranno in tempi brevissimi. Il sindaco ha chiesto interventi urgenti di tipo strutturale, seppur temporanei, per evitare di trovarci nei prossimi mesi in difficoltà. Il dialogo con l'assessore regionale ai Rifiuti c'è ed è costante».
Sul lungo termine invece le riflessioni sono diverse: si considerano i progetti dell'apertura di quattro eco distretti, poli industriali in cui si lavora il rifiuto differenziato, plausibilmente da realizzare a Ponte Malnome (territorio contiguo a Malagrotta, nella Valle Galeria, già provato e straziato per decenni dalla discarica di Cerroni) e Rocca Cencia. Gli altri due saranno da realizzare nel resto della provincia romana, e l'assessore garantisce un impatto ambientale "molto limitato".
Daniele Fortini, presidente dell'Ama, in uno slancio di ottimismo ha dichiarato che la discarica di servizio potrebbe essere superflua, ma Estella Marino con più prudenza sta già considerando le varie ipotesi dei terreni in provincia di Roma: da escludere tutti quelli che in qualche modo fanno capo a Manlio Cerroni, da cui il Campidoglio ha ufficialmente preso le distanze la scorsa settimana dichiarando di non voler più continuare l'annosa dipendenza. Questa nuova clausola sembra escludere definitivamente la possibilità di Monti dell'Ortaccio, altra proprietà di Cerroni nella Valle Galeria accanto a Malagrotta, e Pian dell'Olmo e Quadro Alto nei pressi di Riano.  Restano due anni per scegliere la nuova destinazione della discarica capitolina, con la speranza che cambi qualcosa nella gestione dei rifiuti ancora troppo "poco verde" rispetto alle tendenze europee degli ultimi anni.