Gaza, ancora attacchi

31/07/2014 di Redazione
Gaza, ancora attacchi

È il ventitreesimo giorno dall'inizio dell'operazione israeliana che ha costato la vita di oltre 1364 palestinesi, tra cui 287 bambini e 57 anziani, e circa 7000 feriti. La tregua, fortemente voluta dal Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon, non ha però avuto gli esiti sperati, e i bombardamenti sono continuati più violenti che mai.
I raid israeliani hanno colpito l'unica centrale elettrica, i depositi di combustibile sono andati in fiamme durante la notte e diversi quartieri di Gaza sono piombati nell'oscurità. Da ieri gli abitanti della Striscia, circa 1,8 milioni di persone, hanno a disposizione circa due ore di corrente elettrica, a cui i pochi in condizione di farlo sopperiscono con  generatori ad uso familiare.
In seguito alla tregua informale fra Hamas e il governo israeliano,  le forze armate israeliane hanno comunque bombardato un parco giochi nel campo profughi di Shati, a nord di Gaza. Una strage che ha visto la morte di almeno 9 bambini palestinesi. Altro obiettivo dei bombardamenti dell'ultima settimana è stato l'ospedale Shifa: durante l'attacco è morto un civile e oltre quaranta persone sono state ferite. Attacchi di cui Israele rifiuta di prendersi la responsabilità, puntando invece il dito contro Hamas.
Hamas ha continuato a lanciare razzi contro Israele: uno è stato intercettato su Ashdod, a sud, mentre gli altri due sono caduti vicino a Rishon LeZion, a dieci km da Tel Aviv. I lanci sono stati rivendicati dal braccio armato di Hamas, le brigate Ezzedine al-Qassam. Un comunicato in un portavoce di Hamas, Ismail Haniyeh, ha chiarito  ancora una volta le condizioni del cessate il fuoco: la revoca del blocco israeliano e la liberazione dei miliziani prigionieri. In un conflitto a fuoco con Hamas sono stati uccisi cinque soldati israeliani.
Nel frattempo, sale il tragico bilancio dei bambini uccisi a Gaza: un palestinese su 4 ucciso durante il conflitto è un bambino, e, mediamente, ne viene ucciso uno ogni ora. Save the Children, che ha fornito questi dati, ha messo in evidenza l'urgente necessità di sostegno psicologico dei bambini palestinesi, in quanto molti hanno assistito alla morte, al ferimento e allo sfollamento dei familiari. Sarebbero almeno 194mila minori ad avere questa necessità, ma il numero è in costante aumento.
Nella notte fra martedì e mercoledì un altro edificio civile è stato bombardato ferocemente dall'esercito israeliano. Si tratta di una scuola dell'Unrwa dove si erano rifugiati moltissimi civili, e 23 di loro sono morti. Fra le vittime anche alcuni operatori delle Nazioni Unite. Un comunicato Onu ha condannato "chi mette in pericolo i civili" nascondendo le armi nei suoi edifici. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito nella notte circa 80 obiettivi, tra cui 5 moschee ritenute essere punti nevralgici dell'organizzazione di Hamas, nonché sede di imbocchi di tunnel.
Ieri sera il premier israeliano ha ribadito che la posizione dello stato ebraico è ben lungi da una tregua. Netanyahu ha esortato il popolo israeliano a continuare con "resistenza e determinazione" per completare la "lunga offensiva" contro "i tunnel del terrore", che "non vi è guerra più giusta di questa" e che la "demilitarizzazione della Striscia è prioritaria per ogni soluzione".
I soldati dell'IDF (Israel Defence Force) continuano ad essere inviati a Gaza in ricerca di questi tunnel, convinti che si tratti di una semplice operazione quando in realtà è una vera e propria guerra: bombe, missili anticarro e scambi di colpi molto violenti. La dichiarazione di un soldato impegnato nel conflitto ha portato alla luce una situazione di completa mancanza di preparazione. L'obiettivo dell'esercito è lo smantellamento dei tunnel sotterranei, usati per infiltrare terroristi in Israele.
Il segretario generale dell'Onu ha esortato nuovamente "i responsabili a fare un passo indietro per non provocare nuove tragedie o infliggere altra violenza sui civili", sottolineando la completa mancanza di rifugi nella Striscia. Dall'altra parte, la campagna mediatica dell'esercito israeliano continuaa puntare il dito su Hamas, accusandolo di usare i civili come scudi umani per proteggere i depositi di missili e gli ingressi dei tunnel, di fatto liberandosi della responsabilità delle uccisioni dei numerosissimi palestinesi vittime del conflitto. La comunità internazionale è muta, atterrita, e non riesce a dare una risposta autorevole ed efficace agli orrori che si stanno perpetrando.