Gaza: emergenza medicinali

17/07/2014 di Redazione
Gaza: emergenza medicinali

Continuano i bombardamenti nei Territori Palestinesi. Sono passati otto giorni dall'inizio dell'operazione israeliana "Barriera Protettiva" e già la gravità della situazione, riconosciuta in sede ONU, è a un livello tale da portare la Striscia di Gaza al collasso. Manca tutto: dai farmaci, ai materiali sterili e monouso (aghi, disinfettanti, cotone, guanti...), al carburante che alimenta i generatori che tengono accesi i macchinari salvavita e che permette di far girare le ambulanze, alle sacche di sangue che permettono di soccorrere i numerosissimi feriti.
Gaza continua ad essere in una situazione di totale isolamento, di frontiere blindate, ma anche in tali difficoltà il personale sanitario continua incessantemente a lavorare. Con 1200 feriti all'attivo, un numero che continua a crescere, la mancanza di tali beni strumentali  mette in seria difficoltà i centri di primo soccorso, gli ospedali e le ambulanze, che già vivono la costante minaccia dei bombardamenti.
Nella notte tra il 15 e il 16 giugno il Wafa Hospital è stato minacciato di bombardamenti. Le forze di occupazione israeliana hanno anche comunicato ai residenti del quartiere e di quelli circostanti di evacuare la zona (Beit Lahya, Zaytoun e Shijaia), un totale di 100.000 famiglie. Una strategia subdola, che permette alle forze israeliane, attraverso la minaccia, di occupare il territorio. Altri bombardamenti nelle vicinanze dell'ospedale hanno provocato danni: una prima esplosione ha fatto oscillare l'edificio, ed è stato appiccato un incendio in un edificio adiacente.
Il bilancio è drammatico: 220 morti, e più di mille feriti, 894 case distrutte. La modalità dell'attacco è l'elemento di maggiore sconcerto: le famiglie più fortunate hanno ricevuto una chiamata dall'esercito israeliano pochi istanti prima del bombardamento effettivo dell'abitazione, per altri l'avvertimento è stato semplicemente l'arrivo di un razzo un po' meno potente.
Le ONG italiane che lavorano in Palestina hanno lanciato una campagna per raccogliere materiale medico da inviare a Gaza, utilizzando come canale il conto dell'organizzazione Terre des Hommes. Per maggiori informazioni clicca qui.