Legambiente: il mare del Lazio agli ultimi posti nel centro Italia

03/07/2014 di Redazione
Legambiente: il mare del Lazio agli ultimi posti nel centro Italia

Il Lazioè la prima regione del centro Italia nella poco lusinghiera classifica del male illegale: le forze dell'ordine hanno accertato 1.071 reati, 1.153 persone sono state denunciate ed arrestate e sono stati effettuati 235 sequestri. Il risultato è agghiacciante: lungo i 361 chilometridi costa si registrano 2,9 reati al giorno commessi contro l'habitat marino. Uno ogni tre chilometri di spiaggia.
La denuncia l'ha fatta Legambiente nel dossier "Mare Monstrum", che ha elencato le illegalità costiere a partire dai dati forniti dalle Forze dell'Ordine e dalle Capitanerie di Porto. I dati sono stati presentati dagli attivisti lunedì scorso ad Anzio, dove hanno esposto uno striscione per dire "No al Cemento". Il luogo scelto per il blitz ha un valore altamente simbolico: si tratta di un'area di pregio unica che è già stata pesantemente penalizzata da un fitto reticolato di edilizia residenziale condonata in riva al mare, e che rischia un'ulteriore cementificazione dovuta alla costruzione di nuove strutture ricettive.
"I numeri del nostro dossier parlano chiaro e disegnano uno scenario davvero preoccupante - dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio. La nostra regione si conferma alla sesta posizione in Italia nella classifica delle illegalità legate al mare, dopo l'escalation dello scorso anno. Numeri che se da un lato di certo premiano il buon lavoro delle forze dell'ordine e delle procure, danno l'idea del livello di aggressione ambientale ai danni dell'ecosistema marino laziale. Purtroppo si continua a pensare che il mare sia una risorsa da sfruttare fino allo stremo: dall'abusivismo, alla pesca illegale, alla navigazione fuorilegge. Servono, allora, nuove politiche per tutelare una delle risorse più importanti, sul fronte ambientale ma anche su quello economico. Sul cemento illegale non ci sono altre soluzioni, abbattere gli abusi insanabili, ancor più quelli costruiti su aree di pregio naturalistico, utilizzando il fondo di rotazione regionale rifinanziato quest'anno per gli abbattimenti".
Il Lazio sale dall'ottava alla sesta posizione in Italia nella graduatoria dei reati lungo la costa legati al ciclo del cemento, con 146 infrazioni accertate (il 6,1% del totale nazionale), 136 persone denunciate e 64 sequestri effettuati nel corso del 2013 (elaborazione Legambiente su dati forze dell'ordine e Capitanerie di porto 2013).
La situazione del settore della pesca non è certo migliore: nel mare dell'illegalità in cui si dibatte la pesca italiana da anni - un fenomeno che non solo non è in diminuzione, ma aumenta sensibilmente di anno in anno - anche il Lazio fa la sua parte con 488 infrazioni, 534 persone denunciate e 25.777 kg di pesce sequestrato, in leggero calo rispetto all'anno precedente.
Uno scenario preoccupante, che richiede un'azione tempestiva e incisiva delle autorità competenti, così come una presa di coscienza da parte dei cittadini, i quali dovrebbero cominciare a pensare al mare non come una risorsa da sfruttare, bensì come un bene comune da rivalutare e tutelare.