Luglio: dagli sbarchi ai conflitti, gli scenari di crisi

24/07/2014 di Redazione
Luglio: dagli sbarchi ai conflitti, gli scenari di crisi

Luglio volge ormai al termine e va configurandosi una nuova fase di equilibri/squilibri internazionali. Il Mediterraneo continua ad essere crocevia di speranza anche se spesso i migranti che lo attraversano trovano la morte. L'operazione Mare Nostrum continua ad andare avanti, i profughi vengono smistati senza un'adeguata accoglienza e l'Europa resta a guardare.
Il presidente UE designato, Junker, ha dichiarato che i problemi dell'immigrazione non sono solo dei Paesi del sud e ha sottolineato la necessità di "una nuova politica Ue per l'immigrazione legale", annunciando che nominerà "un commissario speciale per l'Immigrazione che lavori insieme a tutti gli Stati membri e con i Paesi terzi più interessati". E nel documento programmatico ha indicato che "un budget di appena 90 milioni" per Frontex "certamente non basta" per i compiti.
Durante la scorsa settimana non si sono fermati gli sbarchi di profughi in Sicilia e dintorni, in condizioni sempre più critiche. Un barcone è stato soccorso a circa 80 miglia dall'isola e nella stiva sono stati trovati una ventina di morti.  Nella stiva c'erano anche tre migranti in fin di vita che sono stati subito trasferiti, anche se per uno non c'è stato nulla da fare. Altre 600 persone sono state trasbordate e messe in salvo. Sono quasi 1500 i migranti soccorsi nelle giornate di venerdì e sabato della scorsa settimana. Continuano le tragedie mentre a Lampedusa è stato riaperto tra le polemiche il centro d'accoglienza finito nella bufera per le docce antiscabbia.
In Ucraina gli equilibri sono ormai labilissimi, una nuova guerra è iniziata ormai da qualche mese e l'epilogo è stato l'abbattimento di un aereo malese che trasportava civili, le vittime sono state 298.
In Europa e negli Stati Uniti prosegue il dibattito sull'opportunità di irrigidire le sanzioni contro Mosca, e in attesa delle nuove proposte attese da Bruxelles, un segnale concreto è arrivato dalla Bers, la Banca europea per la ricostruzione e gli investimenti. La Russia è il suo primo "cliente": ma raccogliendo le indicazioni dell'ultimo Consiglio europeo, il board della Banca ha preso a maggioranza la decisione di bloccare l'approvazione di nuovi progetti di investimento nella Federazione Russa.
In Siria continua la guerra civile ma è scomparsa dai media. Nelle ultime 24 ore le vittime sono state 200, tra cui una cinquantina di civili. In circa tre anni e mezzo di violenze, secondo bilanci non ufficiali in Siria sono morte più di 170.000 persone, più di quante ne sono state uccise durante 15 anni di guerra civile libanese (1975-90). Secondo il Centro di documentazione delle violazioni in Siria (Vdc), dalla fine di giugno a oggi, 1.348 persone sono state uccise nelle violenze nel Paese.
E continua l'attacco dei coloni nella Striscia di Gaza. La tregua resta un miraggio. Il 17esimo giorno di guerra ha preso il via con gli ormai tradizionali raid da parte di Tel Aviv: almeno 20 le vittime dei bombardamenti andati in  scena nella notte tra il 23 e il 24 luglio.
Oltre 700 vittime tra i palestinesi. Complessivamente, nelle ultime 24 ore, sono state almeno 89 le vittime palestinesi, portandoa 718 il bilancio complessivo dall'inizio dell'offensiva israeliana.