Mare Nostrum: il punto sugli ultimi soccorsi

10/07/2014 di Redazione
Mare Nostrum: il punto sugli ultimi soccorsi

Oltre 4.300 i migranti soccorsi dalle forze del dispositivo Mare Nostrum nello scorso fine settimana nelle acque siciliane e pugliesi. Sabato scorso un elicottero della Marina Militare ha avvistato un barcone, dal quale sono stati poi recuperati 261 migranti (226 uomini, 23 donne di cui 4 incinte, e 12 minori). I migranti, provenienti principalmente da Zaire, Sudan, Eritrea e Algeria, sono sbarcati a Catania. Domenica la corvetta Fenice ha intercettato un altro barcone che trasportava  447 migranti, tra cui una donna in stato avanzato di gravidanza, che è stata trasportata in elicottero sulla rifornitrice Etna della Marina. Un altro recupero, effettuato dalla corvetta Vega, ha sbarcato a Pozzallo altri 230 migranti (tra cui 141 uomini, 44 donne e 45 minori).
Lunedì ha visto il recupero da parte della corvetta Fenice di altri 161 migranti, e martedì la nave è approdata a Trapani dove i 601 migranti sono sbarcati. Di nazionalità siriana, eritrea, palestinese e irachena, erano stati soccorsi, l'altro ieri a sud di Lampedusa, nel corso di due distinte operazioni. Insieme a 51 donne e 492  uomini, sono sbarcati anche 58 minori, di cui 11 non accompagnati. Ad accoglierli saranno 25 strutture, su 32, dislocate nel territorio.
Mercoledì sono sbarcati nel capoluogo siciliano circa 330 profughi recuperati in alto mare. I migranti saranno ospitati in alcune strutture della Caritas e in due centri fra San Giuseppe Jato e Corleone. Il comune prenderà in carico i minori stranieri che devono ancora essere identificati.
Mercoledì sera a Taranto la nave Etna della Marina Militare ha attraccato al molo S. Cataldo con a bordo 1353 migranti salvati nelle acque del Mediterraneo nel corso dell'operazione "Mare Nostrum". Fra di loro ci sono 815 uomini, 219 donne, di cui 10 incinte e 319 minori.
Quest'ultima operazione ha visto fra l'altro l'arresto di uno scafista, l'egiziano 43enne Kaled Essaid Mausour per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'uomo, che ha tentato di confondersi tra i passeggeri dell'imbarcazione durante le fasi di salvataggio, è stato arrestato in seguito alla testimonianza di alcuni profughi.
Un'altra operazione di recupero, stavolta tristemente postuma, ha avuto invece luogo al largo delle coste della Libia, dove la guardia costiera libica ha recuperato 12 corpi da una barca che aveva subito un incidente, avvenuto probabilmente il giorno precedente. Tra le vittime si contano tre siriani, tre cittadini eritrei e altri sei africani di nazionalità ancora da determinare. Una madre siriana e i suoi due figli (di tre e i sei anni) sono tra le ultime persone ad aver perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo dalle coste libiche. Si ritiene che l'imbarcazione, che aveva una capienza di circa 200 persone e che però probabilmente ne portava molte di più, si sia capovolta al largo delle coste di Tripoli. Le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso e la sorte delle altre persone che potevano essere a bordo della nave è tuttora sconosciuta. Lo rende noto l'UNHCR.
Sono ancora troppe le vittime di questi viaggi in mare nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Si stima che dall'inizio del 2014 siano morte 500 persone, un numero che ci ricorda insistentemente la necessità di prendere misure più efficienti e valide per prevenire queste stragi, individuando alternative umanitarie ai pericolosi viaggi in mare che ad oggi sono l'unica strada possibile per le persone che fuggono da situazioni di guerra e pericolo.