Milano: continua l’emergenza rifugiati in Stazione Centrale

17/07/2014 di Redazione
Milano: continua l’emergenza rifugiati in Stazione Centrale

Continua l'emergenza nella Stazione Centrale di Milano: da mesi, profughi siriani ed eritrei che  approdano sulle coste del Sud Italia, e con l'intenzione di raggiungere presto i propri parenti nei Paesi del Nord Europa, vengono dirottati nel capoluogo lombardo senza assistenza o indicazioni.
In questi ultimi giorni, per discutere della situazione, il Viminale ha convocato un tavolo di lavoro con l'amministrazione comunale presieduto dal sottosegretario dell'Interno Domenico Manzione, con lo scopo di trovare una soluzione migliore alle diverse difficoltà rilevate. Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che si è dichiarato soddisfatto dell'iniziativa, in passato aveva proposto diverse volte l'apertura di un tavolo sull'emergenza cittadina. Ha aggiunto che oltre all'importanza di una discussione sul tema è fondamentale concentrarsi sulla ricerca di una soluzione in tempi brevi: una soluzione che debba riguardare sì il Governo ma soprattutto l'Europa. Nei giorni scorsi il Consiglio comunale di Milano ha approvato un ordine del giorno straordinario presentato dalla maggioranza di centrosinistra che colpevolizza la totale mancanza di iniziative concrete del Governo Renzi, che in campagna elettorale aveva annunciato sostanziali novità sul tema migranti.
Stando ai dati del Comune, dal 18 ottobre 2013 fino allo scorso 14 luglio sono stati accolti a Milano 13.178 profughi in accordo con la Prefettura, e altri 1.322 migranti sono stati accolti in centri non istituzionali come moschee e scuole. Per quanto riguarda i costi, fino allo scorso 30 giugno l'accoglienza è costata allo Stato 2.538.600 euro, e il Comune stesso ha sostenuto spese molto alte. In media, i rifugiati sostano nelle strutture per cinque giorni, pronti poi a ripartire per la Scandinavia o per la Germania, dove di solito tendono a chiedere e ottenere l'asilo politico. Ricordiamo, infatti, che di tutti i migranti giunti a Milano solo 35 hanno chiesto l'asilo politico alle autorità italiane: sintomo questo di una volontà di non sostare nel nostro paese, che diventa una tappa obbligata e spesso prolungata rispetto alle aspettative. Ad oggi quindi nel capoluogo lombardo risultano 974 profughi siriani ed eritrei, la maggior parte arrivati e rimasti alla Stazione Centrale, che non risultano identificati e nemmeno accolti. Alla gran parte di loro è stata negata l'accoglienza dal momento del loro sbarco in Italia: da Sud a Nord, viaggiano senza essere mai stati interrogati sulle loro condizioni, spesso vulnerabili fisicamente e psichicamente. L'assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, si dichiara deluso dalla mancanza di interventi a livello europeo e nazionale e promette di recarsi presto a Roma per chiedere risposte e chiarezza rispetto alle loro richieste.