Roma: la Tangenziale Est diventerà un orto urbano?

31/07/2014 di Redazione
Roma: la Tangenziale Est diventerà un orto urbano?

È in arrivo un nuovo progetto di riqualificazione di un'opera pubblica ormai dimessa: l'ex Tangenziale Est, ora in disuso. Il "Progetto Pilota Coltiviamo", ideato da Nathalie Grenon, architetto e segretario generale di Res, è stato presentato lunedì all'Orto Botanico. Prevede la riqualificazione del tratto che va da Batteria Nomentana a Stazione Tiburtina.
Si tratta di 5 ettari di terreno a ridosso del tracciato della ferrovia, che verranno reinventati per creare degli spazi condivisi da offrire ai cittadini. È previsto un muro coperto da rampicanti, che permetterà il filtraggio naturale delle polveri sottili, all'interno del quale alcuni degli spazi verranno destinati alla creazione di campi di calcetto e tennis, mentre il fiore all'occhiello dell'opera sarà la realizzazione di "giardini condivisi", gestiti dalle scuole durante l'anno scolastico e da associazioni ad hoc durante l'estate. Interessante anche il progetto dei "giardini di nonni e nipoti", che vuole ricreare una trasmissione autentica dei saperi legati alle attività all'aria aperta. Poi vitigni autoctoni che produrranno vino, aceto e confetture da consumare direttamente sul posto, e il "giardino dei meli", dove verranno coltivati 16 tipi di mele laziali. Nelle rampe di ponte Lanciani verranno installati un'aula conferenze e il fruttaio. Uno spazio verrà dato anche alla costruzione di un mercato a chilometri zero, e saranno creati una pista ciclabile lunga 2 km e uno skate park.
Un vero e proprio luogo di condivisione a trecentosessanta gradi, dalla fase di produzione a quella di vendita e fruizione in senso ampio. Il progetto, per la sua stessa natura variegata, verrebbe inserito all'interno delle opere da realizzare entro il 2015, per permettere un raccordo anche con l'Expo di Milano.
Il primo cittadino Ignazio Marino si è mostrato molto sensibile al progetto, e ha dichiarato che "c'è tutto il nostro impegno, determinazione e la volontà per trasformare quella ferita urbana della tangenziale in qualcosa di cui essere orgogliosi".