“Piccoli schiavi invisibili”, un dossier sullo sfruttamento minorile

28/08/2014 di Redazione
“Piccoli schiavi invisibili”, un dossier sullo sfruttamento minorile

Il 23 agosto, in occasione della Giornata Internazionale di Commemorazione della Tratta degli Schiavi e della sua Abolizione, Save the Children ha diffuso il Dossier sui "Piccoli schiavi invisibili", minori vittime di lavoro forzato che ad oggi nel mondo risultano essere 5,5 milioni.  Spesso tale popolazione invisibile che coinvolge con gli adulti circa 21 milioni globali, vittime non solo di sfruttamento lavorativo ma anche sessuale: il fenomeno è complesso e difficile da penetrare a fondo per una raccolta esaustiva dei dati. Quel che appare evidente è un sensibile incremento delle percentuali: nel2010 inEuropa erano oltre 9.500 le vittime accertate o presunte di tratta (il 15% costituito da minori di cui il 12% da ragazze e i 3% da ragazzi), il 18% in più del trienno 2008-2010. L'Italia negli ultimi anni ha svettato le classifiche con 28.000 minori tra i 14 e i 15 anni coinvolti in attività definibili a rischio sfruttamento. Il fenomeno è diffuso sia in contesti familiari che in quelli esterni, le percentuali più alte si registrano nell'ambito della ristorazione (43%), dell'artigianato (20%) e dei lavori in campagna (20%).  Nel nostro paese molte ragazze tra i 16 e i 17 anni originarie dei paesi dell'Est si sono trasferite o sono state attirate in Italia con fini di sfruttamento sessuale, coinvolte in attività illegali o matrimoni precoci dove la loro presenza vale come "obolo" da ripagare ai suoceri per il loro "acquisto" nella famiglia; il fenomeno è diffuso prevalentemente tra le comunità rom. Il dossier rileva che per le minorenni nigeriane invece lo sfruttamento sessuale inizia a partire nei paesi di transito, Europa o Libia, e giunte in Italia sono già promesse e collocate nel giro della prostituzione. La situazione va peggiorando negli ultimi mesi in cui il gran numero di sbarchi e la drammatica insufficienza delle strutture di accoglienza sul suolo italiano non garantiscono il monitoraggio degli arrivi e dei transiti, consegnando così i minori alla strada e a soluzioni di sopravvivenza rischiose e spesso contigue ai giri criminali. I minori eritrei e afghani spesso sono stati costretti a rendersi "invisibili" per poter proseguire il loro viaggio verso il Nord Europa (altrimenti, una volta raggiunta la destinazione, rischierebbero il rinvio in Italia come primo paese d'ingresso nell'UE), mentre i minori egiziani più spesso raggiungono grandi città (come Milano e Roma) e lì per disperazione accettano condizioni di lavoro estreme per poter pagare rapidamente i loro debiti di viaggio. Sempre più spesso questi fanno uso di farmaci oppiacei e antidolorifici per reprimere la stanchezza e poter garantire la loro presenza a lavoro, scivolando rapidamente in un vortice di dipendenza e scontando gravi danni alla salute.
Secondo Save the Children, dal 1 gennaio al 19 agosto 2014 sarebbero giunti in Italia circa 16.200 minori in fuga da paesi in preda a conflitti e dittature militari, persecuzioni religiose e povertà. Di questi 16.200 circa 9.300 sono minori non accompagnati, che hanno abbandonato o perso i propri genitori spesso anche durante il viaggio.  Lo sfruttamento minorile maschile in Italia avviene in particolar modo negli autolavaggi o nei mercati generali, dove si lavora ininterrottamente per 12 ore a 2-3 euro l'ora. Quello femminile, prevalentemente sessuale, è invece concentrato sulle strade e al chiuso, in appartamenti privati o night club, costrette spesso ad assumere antidepressivi o droghe per garantire ai clienti un'attitudine più placida e una scarsa tendenza all'opposizione fisica. "Facciamo appello al Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, perché si proceda tempestivamente all'adozione del Piano Nazionale d'Azione contro la tratta di esseri umani" ha dichiarato Raffaella Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children. La richiesta è inoltre quella di approvare rapidamente il Disegno di Legge C. 1658 sull'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che disciplina organicamente su territorio nazionale la protezione e l'accoglienza, superando l'attuale gestione emergenziale.
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