Riforma scolastica: le prime annunciazioni e alcune osservazioni

28/08/2014 di Redazione
Riforma scolastica: le prime annunciazioni e alcune osservazioni

La prossima riforma della scuola che verrà discussa venerdì 29 agosto nel Consiglio dei Ministri si propone come un'operazione di profonda ristrutturazione volta a rivoluzionare tutti gli aspetti che da tempo rivelano delle criticità, dal precariato degli insegnanti, alle ore di insegnamento, all'autonomia delle istituzioni scolastiche fino ad una massiva revisione dei programmi.
Mentre l'intero popolo della scuola è in attesa di novità, dai genitori agli insegnanti passando per gli studenti, proviamo a comprendere e commentare il merito della futura riforma sulla base di uno schema ancora abbozzato che sarà dettagliato nei prossimi giorni.
Innanzitutto si parla di introduzione di criteri di premialità agli insegnanti più meritevoli. Il principio si propone di agevolare il turn-over quindi offrire occasioni di carriera agli insegnanti più giovani, intenzione lodevole che però andrà affiancata ad un criterio meritocratico studiato con completezza e sensibilità che non scada nella banalizzazione e nel riconoscimento di "sfumature" "accademiche" che non garantiscono un'efficacia dell'insegnamento. Proprio per la complessità della questione il governo sembra volersi orientare verso un premio economico a un merito rilevato su criteri unicamente quantitativi e non qualitativi. Quindi, chi più lavorerà più guadagnerà: fino a tremila euro lordi l'anno di bonus per gli insegnanti più disponibili a partecipare e organizzare il post-scuola, come corsi di recupero e attività collaterali.
Il rischio è sempre lo stesso: più tempo non significa necessariamente buon tempo, e si potrà assistere a casi di iperattività non accompagnata da una reale efficacia di insegnamento o accompagnamento, mentre quei pochi insegnanti che preparano lezioni ogni volta diverse, sperimentando e  formandosi da soli, saranno ancora lasciati indietro.
Una delle promesse che balza all'occhio è quella della "fine del precariato", una realtà che riguarda centinaia di migliaia di insegnanti che attendono una stabilizzazione. Ci si chiede anche in questo caso con quali criteri avverrà la selezione, anche qui quale sarà la meritocrazia che ingloberà o lascerà fuori dalla scuola gli insegnanti. Le anzianità quanto peso avranno?
Servirà di certo uno sguardo interno e una risolutezza ferrea nell'escludere quegli insegnanti che vivono la scuola come un secondo lavoro permanente, senza avere una reale applicazione, "vocazione"  o specializzazione alla docenza.
Tutto ancora tace per quanto riguarda le risorse economiche che serviranno a finanziare la riforma.
Da mesi Renzi si espone su come desidera la "sua" scuola, sogna una scuola bilingue che formi i suoi studenti in perfetto inglese pronti a scegliere di poter studiare e lavorare all'estero e con l'estero, un'utopia che nemmeno i paesi più diligenti del Nord Europa riescono a concretizzare.
Queste alcune delle novità presentate. Considerate le promesse quel che possiamo fare è restare in attesa della dettagliazione della riforma sperando che sia fatta luce nelle zone d'ombra, che sono ancora molte.