Terzo settore, arriva la legge delega

07/08/2014 di Redazione
Terzo settore, arriva la legge delega

"Lo chiamano terzo settore ma in realtà è il primo" si legge sulla proiezione illustrata lo scorso 5 agosto dal ministro Giuliano Poletti insieme al sottosegretario Luigi Bobba. La legge delega del governo prende quindi ufficialmente il via, dopo mesi in cui era stata annunciata e promessa da Matteo Renzi, e consiste in una legge da adottare entro 12 mesi che investe tutto il comparto. Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, durante la presentazione illustra che il nuovo assetto legislativo è stato maturato in una riflessione più grande che includeva anche riforme sul tema della pubblica amministrazione, del sistema elettorale e della giustizia, per sottolineare l'importanza del Terzo Settore non marginale come suggerisce il nome ma assolutamente rilevante e costitutivo della vita pubblica e privata dei cittadini, troppo spesso rimesso alla buona volontà e al volontariato.
Gli obiettivi e le novità della legge, spiega il sottosegretario con delega al no profit Luigi Bobba, sono tutti volti a riordinare la materia, ad esempio organizzando un registro unico degli enti, rivedendo la normativa fiscale e facendo partire il "servizio civile universale", questione questa ancora poco chiara che se intesa alla stregua di una leva militare potrebbe danneggiare le fila già legislativamente deboli del Terzo Settore.
Nessuna grossa novità per i fondi dedicati alle attività: per ora ci si dovrà accontentare di quelli già stanziati per i servizi civili e di altri 50 milioni di euro che dovranno fungere da incentivo per le piccole imprese sociali. Quanto alla consultazione popolare, hanno risposto 1016 soggetti, di cui il 14,8% non pertinenti. Tra le risposte valide il 37,4% arriva dalle organizzazioni non profit, il 38,5 per cento dai cittadini, il 7,2 per cento dal mondo delle imprese, dei sindacati e degli ordini professionali e il 2,3 per cento da amministrazioni pubbliche e università. Tra le istanze più gettonate in 315 ritengono necessario lavorare alle fondamenta giuridiche, 274 al servizio civile, 242 al sostegno economico del settore, in 187 per cento all'impresa sociale, in 186 alla sussidiarietà. Le reazioni per ora sono entusiaste: Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, dichiara che si tratta di un buon testo che riesce ad abbracciare l'intera normativa che regola il Terzo Settore e si prefigge lo scopo di abbattere le disuguaglianze e rivalutare l'impegno e la cura di un sempre maggior numero di cittadini impegnati nel sociale. Anche il portavoce di Alleanza Cooperative Sociali, Giuseppe Guerini, si dice entusiasta e soddisfatto della legge delega: «Erano anni che attendevamo questa cornice che, per la prima volta, ci colloca nel cuore di un progetto di riforma», ha poi aggiunto, «In primo luogo è importante che finalmente si liberi questo settore dai troppi lacci, dall'incertezza di un quadro normativo datato, confuso e stratificato, e poi c'è bisogno di strumenti di sussidiarietà che accompagnino la messa a sistema delle innovazioni sociali che abbiamo sperimentato e prodotto nei territori e che vogliamo diffondere. Per affrontare le sfide del welfare e per rispondere ai nuovi bisogni che sono emersi in questi anni di crisi, infatti, è necessario usare anche strumenti nuovi».
Il ddl a metà agosto sarà presentato alle Camere e a settembre sarà calendarizzato, quindi ora tocca al Parlamento approvare il testo messo a punto dal Governo.
Leggi qui il testo del Ddl sul Terzo Settore.