Villa Literno ricorda Jerry Masslo. 25 anni dopo

28/08/2014 di Redazione
Villa Literno ricorda Jerry Masslo. 25 anni dopo

Era il 1989 e l'Africa era separata, divisa dall'Apartheid, Jerry Masslo cittadino sudafricano decise di trasferirsi e come terra promessa scelse l'Italia.
Il 21 marzo del 1988 arrivò all'aeroporto di Fiumicino, presentò domanda di asilo politico ma gli fu rifiutata. 25 anni fa in Italia potevano richiedere l'asilo solo i cittadini dei paesi dell'Est che scappavano dal comunismo. Jerry Masslo decise di rimanere comunque in Italia e la notte del 25 agosto del 1989, mentre dormiva in un capannone assieme ad altri migranti dopo un estenuante giornata di raccolta di pomodori, un gruppo di rapinatori irruppe nell'alloggio di fortuna.
Con i volti coperti, con armi e spranghe intimarono ai lavoratori di consegnargli tutti i soldi che possedevano, alcuni lo fecero, altri come Jerry si rifiutarono, e di li la sparatoria, dove Masslo fu colpito e ucciso. Quelli erano tutti i risparmi messi da parte, guadagni di mesi e mesi di lavoro nei campi. La morte di Maslo emozionò fortemente l'opinione pubblica italiana e la presa d'atto di essere diventato un luogo non più di emigrazione ma di immigrazione. La presa d'atto di dover garantire adeguati diritti e doveri ai migranti che nel corso degli anni 80 crebbero considerevolmente.
Nei giorni successivi, la vicenda ebbe grande eco su tv e giornali, intervennero sulla vicenda l'Onu, il Papa Giovanni Paolo II, il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga e tutto il mondo politico italiano, i sindacati e il mondo dell'associazionismo. La Cgil chiese per Jerry Masslo funerali di Stato, che si svolsero il 28 agosto, alla presenza del Vicepresidente del Consiglio. Il 20 settembre 1989 a Villa Literno si tenne il primo sciopero degli immigrati contro il caporalato al servizio della camorra, un evento di portata storica per l'Italia.
Così dopo 25 anni di distanza da quell'omicidio è il Forum Interculturale (Fts Casertano, Aislo, Missionari Comboniani Black e White, Associazione Jerry Essan Masslo, Centro Fernandes, Centro Miriam Makeba, Libera, Comitato don Diana, Git Banca Etica, Comunità di Sant'Egidio, Cgil Provinciale e Flai, Arci Nero e non solo, Muni Onlus) hanno promosso la manifestazione dal titolo "Un ponte tra culture e popoli. Un viaggio tra memoria ed accoglienza".
All'interno della commemorazione il Sindaco di Casal di Principe Renato Natale, che è anche il presidente dell'associazione dell'associazione di medici volontari che porta il nome di Jerry Masslo ha dichiarato "Ho fatto una promessa a me stesso nei giorni dei funerali di Masslo: quella di non far cadere nell'oblio il nome di questo ragazzo arrivato in Italia per una vita. La sua morte è stata ingiusta. Ora si tratta di onorare il debito che abbiamo tutti noi nei confronti di coloro che arrivano nella civile Italia per cercare di realizzare i propri sogni".
Oggi come ieri restano attuali le dichiarazioni che proprio Masslo casualmente fece in un'intervista alla rubrica del TG2 "Nonsolonero":
"Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita, una ventata di civiltà, un'accoglienza che mi permettesse di vivere in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barriere né pregiudizi. Invece sono deluso. Avere la pelle nera in questo paese è un limite alla convivenza civile. Il razzismo è anche qui: è fatto di prepotenze, di soprusi, di violenze quotidiane con chi non chiede altro che solidarietà e rispetto. Noi del terzo mondo stiamo contribuendo allo sviluppo del vostro paese, ma sembra che ciò non abbia alcun peso. Prima o poi qualcuno di noi verrà ammazzato ed allora ci si accorgerà che esistiamo".