Danimarca: un supermercato in cui si compra gratis

04/09/2014 di Redazione
Danimarca: un supermercato in cui si compra gratis

Il Freemarket è aperto da poche settimane in Danimarca, vicino Copenaghen, e anche se non sembrerebbe si tratta di una nuovissima strategia di marketing per vendere meglio. Nel supermercato si possono comprare infatti beni alimentari di consumo senza spendere soldi o quasi, pagando con una controprestazione pubblicitaria come ad esempio test sui prodotti o condividendo sui social network impressioni e commenti su quanto acquistato. Die Welt, il quotidiano tedesco, ha definito il nuovo supermercato a Frederiskberg "rivoluzionario" e in effetti il motto del suo fondatore, Simon Taylor, suona se non strano decisamente nuovo: "Try before you buy" si legge all'ingesso del negozio, prova prima di comprare, praticamente un sogno per i consumatori e un'apparente follia per i negozianti. Come funziona, in realtà? Chiaramente lo slogan è un'esagerazione, ma la politica del Freemarket si fonda effettivamente sull'esperienza dei clienti che per fare i propri acquisti devono registrarsi fornendo molti dati personali che saranno destinati ad aziende per studi di mercato. Ad esempio: Cloetta, un'azienda dolciaria che vende i propri prodotti presso il supermercato danese, richiede ai propri clienti un giudizio preciso e dettagliato sulle praline di cioccolato in vendita. Le richieste cambiano in base alle singole aziende: c'è chi pretende un feedback e chi gradisce semplice pubblicità, magari con una foto postata su Instagram o un post entusiasta su Facebook o Twitter.  A chi l'ha criticato per grave violazione della privacy il fondatore Simon Taylor ha risposto che si tratta di una nuova forma di pubblicità, niente di cui i clienti non vengano avvisati. Taylor è un esperto di marketing che ha messo a punto questo sistema per raggiungere "angoli remoti" della pubblicità, il cliente che consiglia un altro cliente è certamente più persuasivo dei classici metodi tv. I clienti del Freemarket per poter avere accesso a questo sistema certamente conveniente devono pagare un abbonamento mensile di 2,55 euro e ovviamente gli acquisti devono essere ridotti: al massimo dieci prodotti al mese, che non possono essere ricomprati. Questo per garantire ogni volta una nuova esperienza gustativa che generi più recensioni, più pubblicità e poi più vendite.  I numeri dell'esperienza: originariamente l'idea è stata proposta via internet ed è stata accolta con grande entusiasmo al punto che la clientela è raddoppiata in pochi giorni, da5 a10mila nei primi dieci giorni d'apertura. Simon Taylor dichiara con entusiasmo di voler aprire presto altre filiali in altri paesi europei, ma le previsioni degli esperti non si fanno attendere: Albert Funder, responsabile di una grande agenzia pubblicitaria danese, pensa che una simile idea è destinata a fallire in breve tempo perché il cliente si sentirà molto presto disturbato dall'intrusione nella propria privacy. Se il sistema del Freemarket si fosse limitatoa vincolare ilcliente all'espressione di un gradimento del prodotto probabilmente sarebbe stata una formula più intelligente e duratura.