Dispersione scolastica: un fenomeno in preoccupante crescita

11/09/2014 di Redazione
Dispersione scolastica: un fenomeno in preoccupante crescita

Il sito "Tuttoscuola" ha pubblicato un dossier dal titolo "Dispersione nella scuola secondaria superiore statale". Il fenomeno è stato analizzato nel suo andamento durante gli ultimi 15 anni. In questo periodo circa 3 milioni di ragazzi iscritti alle scuole secondarie di secondo grado (il 31,9% del totale degli iscritti) non hanno portato a termine il percorso di studi. Si tratta di una cifra oltremodo preoccupante: un ragazzo su tre è disperso. È di una popolazione a fortissimo rischio sociale, che spesso viene abbandonata a se stessa oppure viene inserita in piccoli progetti a breve termine che non riescono ad agire sul fenomeno nella sua complessità.
Risulta molto facile trarre le conclusioni su questo fenomeno: se circa il 28% dei giovani in possesso del diploma secondario superiore non riesce a trovare lavoro, la situazione diventa ancora più problematica per quelli che sono in possesso della sola licenza media, il 45% dei quali è disoccupato.
I ragazzi vittime di dispersione scolastica vanno a confluire in una situazione con scarse vie di uscita, andando ad arricchire le fila dei cosiddetti Neet, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, e non fanno formazione o apprendistato. L'Istat ha calcolato che i Neet in Italia ammontano a circa 2,2 milioni, circa il 23,9% di quelle classi di età.
Si tratta di una vera e propria emorragia sociale, un problema troppo spesso sottovalutato che però comporta conseguenze drammatiche, condizionando e pregiudicando il futuro lavorativo e gli standard di vita di una fascia significativa della popolazione, e quindi, se si pensa in termini prettamente economici, diminuisce la capacità di produrre reddito e PIL dell'intero paese. Se si considerano invece i risvolti umani e sociali della dispersione scolastica, il quadro appare forse ancora più agghiacciante: questi giovani partono con un bagaglio di opportunità ridotto rispetto ai loro pari che hanno continuato gli studi, e questo si traduce spesso in disoccupazione, criminalità e disagio sociale diffuso.
L'auspicio è che la rinnovata attenzione delle Istituzioni nei confronti della scuola porti ad una sistematizzazione dei costi e dei risultati della moltitudine di progetti, studi e iniziative portati avanti da anni senza una reale strategia strutturale di fondo, allo scopo di trarre utili insegnamenti dalle buone pratiche emerse e di cominciare a pensare a strategie a lungo termine per contrastare questa problematica.
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