Ministero dell'Istruzione: niente bidelli stranieri, ma Ue dissente

25/09/2014 di Redazione
Ministero dell'Istruzione: niente bidelli stranieri, ma Ue dissente

Il bando di reclutamento del personale ATA (ausiliario, tecnico e amministrativo) del ministero dell'Istruzione del 5 settembre 2014 sancisce che per diventare collaboratori scolastici in Italia bisogna essere cittadini italiani o dell'Unione Europea, in caso contrario non sarà possibile per i cittadini stranieri fare domanda nemmeno per lavorare come bidelli nelle scuole italiane.
Gli avvocati dell'Asgi (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione) sono intervenuti tempestivamente sul tema, dichiarando che "appare inspiegabile che il decreto ministeriale con il quale è stato indetto il bando abbia previsto quale requisito per l'ammissione la cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'Unione europea, nonostante siano ormai in vigore da più di un anno gli emendamenti alla normativa sul pubblico impiego apportati dalla 'legge europea 2013' (legge 97/2013, art. 7)". Le nuove norme citate dagli avvocati, infatti, "hanno esteso l'accesso alla funzione pubblica anche alle categorie di cittadini di Stati terzi non membri dell'Unione europea protetti dal diritto dell'Unione europea, ovvero i familiari di cittadini di Stati membri Ue, i lungo soggiornanti di cui alla direttiva 109/2003 e i rifugiati e titolari di protezione sussidiaria".
A fronte di questa incongruenza l'Asgi sollecita con vigore una correzione dell'errore di aver previsto l'esclusione delle categorie dei cittadini stranieri di Paesi Terzi, una forte discriminazione per altro non giustificata dalla normativa vigente.
L'Asgi chiede quindi in una lettera inviata al ministero lo scorso 15 settembre che "venga posto urgente rimedio a detto errore, modificando i requisiti richiesti ai fini dell'ammissione alle graduatorie, con l'eliminazione della clausola di cittadinanza italiana o Ue, posticipando la data ultima di presentazione della domanda (ora prevista per l'8 ottobre 2014) al fine di consentire la diffusione della notizia e l'effettiva possibilità di partecipazione dei cittadini stranieri a parità di condizione con quelli italiani e di altri Stati membri Ue". Si resta in attesa di sviluppi con la speranza che l'intervento giuridico dell'Asgi conduca a un esito positivo col fine di abolire ulteriori discriminazioni nell'ambito dei concorsi pubblici.