Presentato il rapporto Qs University Ranking: Bologna la prima tra le italiane

18/09/2014 di Redazione
Presentato il rapporto Qs University Ranking: Bologna la prima tra le italiane

È stato pubblicato il decimo Qs University Ranking, promosso dall'istituto di ricerca privato Quacquarelli Symonds. Il rapporto presenta una delle più accreditate classifiche internazionali dell'alta formazione, a partire dall'esame di circa 3.000 università in tutto il mondo. La classifica presenta gli 800 atenei migliori, valutati sulla base di sei indicatori: reputazione accademica (che pesa per il 40% del giudizio), rapporto docenti/studenti (20%), numero di citazioni per docente (20%), giudizio dei datori di lavoro e cacciatori di teste (10), percentuale di studenti stranieri (5%) e docenti internazionali (5%).In cima alla classifica si riconferma il Massachussetts Institute of Technology (MIT), seconda l'università di Cambridge a parimerito con l'Imperial College di Londra. Quindi Harvard,UniversityCollegeLondon,Oxford, Stanford, Caltech,Princetone Yale. Nella top ten si riconfermano sempre gli stessi nomi, con alcune modifiche nella posizione. Tutte università britanniche e americane. Ed è proprio nella capitale del Regno Unito che convergono le migliori università: cinque di esse compaiono tra le prime 100, ed è la concentrazione più alta di formazione di qualità nel mondo.Le università italiane rimangono ancora indietro nella classifica. La prima che compare è l'Alma Mater di Bologna, che si piazza al 182esimo posto (salendo di sei posti rispetto all'anno precedente). La vera pecca delle università italiane sembra essere la scarsa reputazione fra recruiters e cacciatori di teste, così come la proporzione docenti/studenti, peraltro in peggioramento per effetto dei tagli e della recessione. Inoltre l'Italia non risulta competitiva per quanto riguarda la proporzione di studenti e docenti internazionali.La seconda università italiana a comparire nella classifica è La Sapienza di Roma (al 202esimo posto), seguita dal Politecnico di Milano (229esimo posto), la Statale di Milano (238esima), l'Università di Pisa (al 245esimo posto) e l'Università di Padova (al 262esimo). Il responsabile di ricerca di Qs Ben Sowter ha commentato che "l'Italia, nonostante non possa ancora contare su un "sistema paese" coeso, coerente ed efficiente e su investimenti adeguati, produce eccellenze straordinarie nell'ambito della ricerca. Sostenendo l'innovazione tecnologica e scientifica e investendo sulla formazione, il paese può concretamente costruire un nuovo Rinascimento». Le università che hanno migliorato il proprio ranking sono le cosiddette Stem, ovvero quelle che hanno ottime facoltà in ambito scientifico e tecnologico. Questo andamento è stato in gran parte favorito dai finanziamenti pubblici e privati in questo settore, forse l'unico in crescita in questo periodo di recessione. Tra le prime 200 università figurano 31 paesi: gli Stati Uniti dominano la classifica con 51 atenei, seguono Regno Unito (con 29 università), Germania (con 13), Paesi Bassi (con 11), Canada e Giappone (entrambi con 10) e Australia (con 8 atenei).