Roma: sgomberato il Cinema America occupato

04/09/2014 di Redazione
Roma: sgomberato il Cinema America occupato

Mercoledì 3 settembre è stato sgomberato il Cinema America, occupato dal 2012. Gli agenti delle forze dell'ordine sono arrivati all'alba, all'interno dello stabile poche persone. Il Cinema America è stato progettato negli anni Cinquanta da Angelo Di Castro, architetto torinese molto attivo nella Capitale e per  circa 14 anni è rimasto chiuso, nel più totale abbandono. Lasciato nel degrado, ha rischiato di essere abbattuto per lasciare spazio, secondo un progetto presentato dai nuovi proprietari, a 20 mini appartamenti e a due piani di garage. L'occupazione risale a novembre del 2012, iniziativa sostenuta da molte personalità del mondo del cinema, della cultura e dell'architettura, che proprio un anno fa avevano promosso una raccolta di firme contro la demolizione. Ungiovane presente nell'ex sala cinematografica ha affermato: "Siamo delusi ed amareggiati, non ci aspettavamo questo sgombero. Le istituzioni ci avevano dato rassicurazioni e invece... Per anni ci siamo presi cura di questo cinema abbandonato ed ora invece siamo stati sgomberati proprio durante la chiusura estiva. Il 12 settembre avremmo dovuto riprendere la programmazione con la proiezione dei film e le attività culturali. Stanno smantellando ogni cosa, hanno portato via anche i libri, la cultura ormai non vale proprio più nulla". Proprio qualche giorno prima Italia Nostra aveva fatto richiesta dell'inserimento del vincolo da parte del Mibact. Il ministro Franceschini, in occasione della visita al Cinema America lo scorso 29 luglio, aveva annunciato l'avviamento della procedura per apporre il vincolo alla destinazione di interesse storico in relazione alla presenza di mosaici, opere realizzate negli Anni '50 da Anna Maria Cesarini Sforza e Pietro Cascella. Appare quindi sospetto uno sgombero a ridosso della proclamazione di tale vincolo, che lascia pensare all'avvio di una gestione differente dello spazio.
Lo sgombero della sala, impegnata da due anni nella promozione culturale dal basso e sul territorio, ha causato l'indignazione di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, intervenuti all'assemblea degli occupanti in Piazza San Cosimato in Trastevere. Fra questi Elio Germano, che ha affermato il bisogno di "ristabilire relazioni non commerciali tra il pubblico e la cittadinanza, per far crescere i cittadini", e Paolo Virzì, che ha proposto all'assemblea di "creare una cordata per acquistare il cinema America. […] Apriamolo tutti insieme, voglio un luogo dove vedere bei film, mangiare cose buone e solo se si vuole acquistare cose belle".
Allo sgombero ha reagito anche il ministro Franceschini, che su Twitter ha ribadito che "la prima battaglia i ragazzi del cinema America l'hanno vinta. Gli atti per il vincolo di destinazione sono già avviati e quindi già operativi".
Dal comunicato stampa degli ex occupanti si legge: "Dunque ora ci troviamo di fronte non ad un naturale processo di progettazione del futuro del cinema, già vincolato, bensì ad un atto di forza della proprietà che ha persino paventato l'omissione di atti d'ufficio da parte del Prefetto di Roma in caso di mancato sgombero. La stessa proprietà alla quale non resta altra prospettiva che quella appunto della restituzione del cinema alla sua missione storica". La giusta indignazione che questi atti di forza provocano si accompagna alla speranza che al cinema venga restituita la sua veste originaria come luogo di cultura e di aggregazione. Occorre quindi rimanere in attesa dell'evolversi di questa situazione, sperando che questa volta la cultura abbia la meglio.