Sbarchi: 800 le vittime dello scorso fine settimana

18/09/2014 di Redazione
Sbarchi: 800 le vittime dello scorso fine settimana

I migranti che hanno perso la vita nelle acque del Mediterraneo durante la scorsa settimana sono più di 700. Due gravi incidenti concentrati in pochi giorni e una percentuale di minori non accompagnati in rapido aumento configurano una situazione sempre più preoccupante. I pochi superstiti del naufragio avvenuto a 300 miglia dalla costa maltese che conta ancora circa 500 dispersi hanno raccontato agli operatori dell'OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) la precisa dinamica dell'incidente che si va lentamente configurando sempre più come un omicidio di massa: due ragazzi palestinesi fuggiti da Gaza presenti sull'imbarcazione hanno raccontato come, dopo aver già cambiato diverse imbarcazioni durante la rotta, siano stati costretti a saltare sull'ennesima nave piccola e pericolante. I migranti che si sono rifiutati sono stati aggrediti dai trafficanti che a seguito di discussioni animate avrebbero propriamente speronato il barcone dalla poppa, facendolo affondare. Le persone che sono riuscite a restare a galla si sono aggrappate a mezzi di fortuna per ore in attesa di soccorsi, i sopravvissuti raccontano di un salvagente a cui erano attaccate sette persone che col tempo non hanno retto la fatica, tra questi molti bambini che hanno mollato la presa allo stremo delle proprie forze, inghiottiti dall'acqua. I migranti soccorsi in alto mare dal mercantile panamense "Pegasus" sono stati portati a Pozzallo e l'Oim segnala che se la versione dei sopravvissuti fosse confermata ci troveremmo di fronte al naufragio "colposo" più grave degli ultimi anni. Mentre nei giorni scorsi proseguiva l'accoglienza dei superstiti e parallelamente le indagini della Polizia sulla vicenda, è stata diffusa la notizia di un altro grave naufragio avvenuto il 14 settembre al largo di Tajoura, in Libia. A soccorrere i migranti in mare è intervenuta la Marina di Tripoli che ha dichiarato di aver tratto in salvo 36 persone, mentre in mare c'erano moltissimi cadaveri, oltre 160, su un totale di circa 200 persone trasportate dal barcone pericolante.Anche l'Unhcr rinnova l'appello rivolto all'Europa affinché i Paesi intervengano con maggiori sforzi e interventi congiunti con lo scopo di intensificare le operazioni di salvataggio e ridurre le morti in mare in vertiginosa impennata. "La risposta dell'Europa deve rappresentare uno sforzo veramente collettivo, quello che offre i modi più sicuri per trovare protezione, mantenendo al tempo stesso una forte capacità di salvare le persone in mare. Nel caso in cui questi tentativi dovessero fallire si perderanno molte altre vite alle porte dell'Europa" ha dichiarato l'Alto commissario delle Nazioni Unite. I tragici eventi concentrati negli ultimi giorni dimostrano da una parte la necessità di estendere ancora di più le operazioni di soccorso in acque internazionali, e dall'altra rivelano lo spaventoso grado di aberrazione ormai raggiunto dai trafficanti che nell'ultimo anno hanno costretto i migranti a viaggiare su imbarcazioni sempre più rischiose e sovraffollate. Il modo più efficiente per fermare questi criminali sempre più spietati sarebbe quello di renderli impotenti aprendo canali legali di entrata in Europa per tutti i migranti costretti a lasciare i propri paesi in cerca di protezione.Un altro grave problema è quello dei minori non accompagnati che tentano di raggiungere il nostro paese: da gennaio ad agosto si stima che su un totale di 25.876 migranti giunti in Italia i minori siano circa 10.000.Gli ingenti arrivi degli ultimi mesi hanno trovato il nostro paese completamente impreparato, producendo un congestionamento delle pratiche e un sovraccarico di lavoro che comporta un estenuante allungamento dei tempi per smaltire le domande di asilo.Il dl approvato a luglio dal Consiglio dei Ministri che prevede l'aumento delle commissioni territoriali per l'analisi delle domande (da 10 sezioni a 30) dovrebbe costituire un passo avanti in questo senso ma resta il problema di dover accogliere e supportare un esercito di minori stranieri destinati a diventare adulti invisibili, emarginati e criminali se non indirizzati verso un percorso di corretta integrazione.